Diffamazione o no? Cheda torna in aula

giustizia

Processo d’Appello il prossimo 3 dicembre per il giornalista indipendente di Bellinzona - Gli accusatori privati sono l’ex municipale cittadino Filippo Gianoni ed il padre Franco - In primo grado l’imputato era stato condannato a una pena sospesa

Diffamazione o no? Cheda torna in aula
© CdT/Archivio

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A distanza di un anno e otto mesi dal primo processo, il 3 dicembre prossimo si terrà il dibattimento bis a carico del giornalista indipendente di Bellinzona Matteo Cheda. Il 51.enne comparirà di fronte alla Corte di appello e di revisione penale di Locarno presieduta da Giovanna Roggero-Will per rispondere del reato di diffamazione ripetuta nei confronti dell’ex municipale cittadino Filippo Gianoni e del padre Franco. A fine 2010 e a metà giugno 2011 aveva pubblicato due articoli sui giornali (per uno è stato prosciolto) e distribuito un fumetto satirico.

In prima istanza, il 17 aprile 2018, l’imputato era stato condannato in Pretura a una pena sospesa per due anni di 20 aliquote giornaliere da 50 franchi ciascuna. Nel dibattito politico, annotò la giudice Elettra Orsetta Bernasconi Matti, un membro dell’Esecutivo «va comunque rispettato in quanto persona». L’accusa sarà sostenuta dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier, mentre Matteo Cheda non sarà rappresentato da un difensore.

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