Carì

«Dobbiamo suscitare emozioni»

Grabriele Gendotti: «Al turista non bastano più aria fresca e bellezze naturali» - Indispensabile completare l’impianto di innevamento programmato

 «Dobbiamo suscitare emozioni»

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 «Dobbiamo suscitare emozioni»
Servono nuovi cannoni per garantire un buon innevamento anche nella parte bassa della stazione sciistica. (Foto Nuova Carì)

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Servono nuovi cannoni per garantire un buon innevamento anche nella parte bassa della stazione sciistica. (Foto Nuova Carì)

FAIDO - In questi giorni di canicola estiva può dare un po’ di sollievo riferire di neve e di impianti di risalita. Sollievo che esprime anche il Municipio di Faido per quanto attiene all’andamento della stagione 2017/2018 della stazione sciistica di Carì. Lo fa nel messaggio che accompagna il Consuntivo 2018 del Comune che chiude con un avanzo d’esercizio pari a quasi 250.000 franchi e che il Consiglio comunale ha approvato nella sua ultima seduta (vedi CdT del 10 luglio). E chiudono in attivo, per la precisione di 1.374 franchi, anche i conti della Nuova Carì Società di gestione Sagl che, partecipata dal Comune e dall’Organizzazione turistica regionale, assicura appunto la gestione e l’esercizio degli impianti di risalita della stazione sciistica. Detto che anche la stagione estiva ha avuto un esito soddisfacente con una buona frequenza di villeggianti e di escursionisti di giornata, l’Esecutivo faidese si concentra su quella invernale che ha fatto registrare oltre 30.000 primi passaggi a quali si devono aggiungere i circa 1.500 registrati al piccolo tappeto mobile installato in paese. Sensibilmente aumentati pure gli appassionati delle racchette da neve che raggiungo l’osteria Belvedere grazie al nuovo percorso promosso da SvizzeraMobile con l’ausilio dell’Ufficio comunale del turismo: il loro numero esatto non è tuttavia noto, mancando i rilevamenti per questo tipo di turisti. La società, rammenta il Municipio, oltre a corrispondere un contributo per affitto alla Nuova Carì impianti turistici SA (proprietaria degli impianti di risalita) di 100.000 franchi in questi anni si è dotata anche di infrastrutture varie quali il già citato tappeto mobile in paese facendosi anche carico del versamento delle rate di leasing per i cannoni da neve che diverranno così di proprietà della Sagl. A tal proposito, nel messaggio accompagnante il consuntivo 2018 il Municipio annota che anche nella stagione conclusasi lo scorso mese di marzo (in buona sostanza simile a quella precedente per quanto riguarda il numero di presenze sulle piste e sui sentieri per le racchette da neve, ndr.) si è dovuto far capo in misura importante alla neve programmata. Ciò a conferma del fatto che «per diminuire in futuro il rischio aziendale difficilmente si potrà rinunciare ad un nuovo investimento per completare l’esistente impianto nella parte bassa della stazione, ovvero quella che più di tutti soffre per il mancato innevamento e l’esposizione al sole». Ma prima di procedere si attendono indicazioni importanti dallo studio commissionato alla SUPSI per una valutazione delle prospettive di sviluppo della destinazione turistica in generale per tutto il comprensorio comunale e in particolare per la destinazione turistica di Carì. «L’aria fresca e le bellezze naturalistiche da sole non bastano ormai più per attirare turisti» spiega al CdT Gabriele Gendotti, presidente della Nuova Carì Società di gestione Sagl, il quale non ha dubbi: quello del turismo è il settore nel quale deve investire il Comune della media Leventina. «Ma per svilupparlo non si può più prescindere dall’offrire emozioni agli ospiti. In questo senso Faido ha diversi atout che riguardano sport, escursionismo e beni culturali» aggiunge Gendotti rilevando che la destinazione di Carì rimane quella capace di attirare più persone: in una bella giornata invernale sulle piste da sci e lungo i sentieri per le racchette si possono contare fino a 2.000 persone. Per fare ancora meglio, ribadisce l’ex municipale, occorre però investire in proposte sempre più diversificate. Imprescindibile è in ogni caso il potenziamento dell’impianto di innevamento programmato. «Completarlo, specialmente nella parte bassa della stazione sciistica, è indispensabile: nelle due ultime stagione la neve è caduta copiosa, ma basta un anno con precipitazioni scarse e la situazione si fa complicata». Come detto, prima di procedere si attende lo studio commissionato alla SUPSI anche se nel frattempo si sta valutando quale tipo di cannoni da neve acquistare anche alla luce dei progressi tecnici che permettono di azionarli a temperature anche sopra gli zero gradi. Nel frattempo la società che gestisce gli impianti non è stata di certo con le mani in mano: insieme alla SA, ha contribuito all’esecuzione di molti lavori di manutenzione necessari per tenere in buono stato stabili e infrastrutture. Per fare qualche cifra, il Municipio di Faido rammenta che i lavori di manutenzione degli impianti comportando spese per circa 150.000 franchi e beneficiano di un contributo cantonale di 120.000 franchi. Senza citare l’indotto economico per il Comune, sicuramente non trascurabile, il Municipio rileva poi che i costi per il personale, quasi esclusivamente domiciliato a Faido o comunque in Leventina, ammontano a 677.000 franchi (oneri sociali compresi), mentre quelli per l’acquisto di merce, servizi ed energia si attestano a 400.000 franchi. Insomma, la stazione turistica di Carì genera importa

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