«È un giorno nero per la grande famiglia dei ferrovieri»

Dramma

Il sindacalista Angelo Stroppini ricorda il 62.enne del Bellinzonese travolto mortalmente sui binari: «Era un macchinista esperto e un membro attivo del SEV, siamo tutti molto tristi» - Ancora nessun elemento sulla dinamica della tragedia avvenuta lunedì sera a nord della stazione della capitale

«È un giorno nero per la grande famiglia dei ferrovieri»
La tragedia poco prima delle 22. ©Rescue Media

«È un giorno nero per la grande famiglia dei ferrovieri»

La tragedia poco prima delle 22. ©Rescue Media

«Per la grande famiglia dei ferrovieri questo è un giorno nero». Il segretario del sindacato dei trasporti (SEV) Angelo Stroppini conosceva personalmente il 62.enne del Bellinzonese investito mortalmente da un treno passeggeri sui binari lunedì poco prima delle 22 mentre stava per dare il cambio a un collega in zona San Paolo, poco a nord della stazione FFS della capitale. Una tragedia la cui dinamica non è ancora nota e su cui sta indagando la Polizia. «Lavorava per SBB Cargo International e da anni era iscritto e attivo nel sindacato, siamo tutti molti tristi» aggiunge Stroppini raggiunto telefonicamente dal CdT. Il sindacalista sottolinea come, in questo periodo di pandemia, anche quella dei macchinisti è una di quelle professioni che devono continuare a garantire il loro apporto: «Purtroppo lui è stato una di quelle persone che hanno perso la vita facendo il proprio lavoro, che è il modo peggiore per morire» aggiunge. La vittima aveva 62 anni: «Gli mancava poco alla pensione» commenta Stroppini amareggiato ricordando anche come l’uomo fosse un professionista esperto. «Anche se in queste circostanze può sembrare una frase fatta, era veramente una persona ben voluta», aggiunge.

Inchiesta in corso
L’incidente, ricordiamo, è avvenuto durante il cambio turno ai comandi di un treno merci. Gli inquirenti stanno valutando l’esatta dinamica. Le FFS non si sbilanciano e potrebbero anch’esse aprire un’inchiesta per far luce sulla tragedia, e sottolineano che è ancora troppo presto per tirare delle conclusioni. In mattinata da noi interpellate le FFS hanno inoltre espresso il loro cordoglio ai familiari per la morte del collaboratore di lunga data. Una volta giunto l’allarme, poco dopo le 22 è stato ampio l’intervento di Polizia e soccorritori attivatisi con numerosi uomini. Sul posto gli agenti della cantonale e, in supporto, della comunale cittadina e della polizia dei trasporti nonché la Croce Verde. Le gravi ferite riportate nell’impatto non hanno tuttavia lasciato scampo all’uomo, che è purtroppo deceduto sul posto.

Il precedente: «Errore umano e di comunicazione»
Un precedente incidente ferroviario sul lavoro era avvenuto il 5 febbraio 2019 ad Airolo. A perdere la vita era stato un 40.enne residente nel Bellinzonese, dipendente della Securitrans. In quel tragico evento un suo collega, un 39.enne dipendente delle FFS anche lui cittadino elvetico domiciliato nel Locarnese, aveva riportato ferite gravi. La vittima era stata travolta da un convoglio TiLo (partito poco prima dalla stazione FFS di Airolo) mentre ispezionava i binari nei pressi del portale sud della galleria del San Gottardo. Il 39.enne era riuscito a saltare di lato. Nulla da fare invece per il 40.enne, ucciso dal treno. E proprio stamattina mattina, poche ore dopo la tragedia di Bellinzona, le FFS hanno reso noto il rapporto finale del Servizio svizzero d’inchiesta sulla sicurezza (SISI) in merito all’incidente ferroviario dello scorso anno ad Airolo. Allo stesso, si legge nel comunicato diffuso dalle FFS, «hanno contribuito fattori umani e lacune nella comunicazione». Le FFS «stanno quindi migliorando la formazione sulla sicurezza».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Bellinzona
  • 1
  • 1