Ecco cosa dicono gli audit: dalla scarsa acriticità alla confusione sulla Legge sulle commesse

SORPASSI DI SPESA

Bellinzona, la perizia esterna non le manda a dire e invita il Municipio ad adottare subito dei correttivi per rendere più «rigida» la responsabilizzazione dei vari capidicastero - Entro metà ottobre si conoscerà l’esito dell’inchiesta amministrativa e disciplinare sul direttore del Settore opere pubbliche

Ecco cosa dicono gli audit: dalla scarsa acriticità alla confusione sulla Legge sulle commesse
Il sindaco Mario Branda durante la conferenza stampa odierna. © CdT/Chiara Zocchetti

Ecco cosa dicono gli audit: dalla scarsa acriticità alla confusione sulla Legge sulle commesse

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Ecco cosa dicono gli audit: dalla scarsa acriticità alla confusione sulla Legge sulle commesse
© CdT/Chiara Zocchetti

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«Si potrebbe ipotizzare come un comportamento acritico e benevolo dei responsabili politici possa indurre i collaboratori nella legittima convinzione che il loro modo di agire sia avallato». Non le ha mandate a dire l’ingegnere Jolanda Trausch del Gruppo Bänzinger Partner AG di Zurigo, autrice dell’audit esterno sui sorpassi di spesa a Bellinzona. Detta fuori dai denti: le risoluzioni municipali proposte dal direttore del Settore opere pubbliche, in carica da dodici anni, spesso sono state accettate dall’Esecutivo senza «metterne in discussione il contenuto». Il consesso guidato dal sindaco Mario Branda si fidava, anche perché come sottolineato oggi da quest’ultimo le tre opere finite nell’occhio del ciclone «non erano in cima alla lista dei nostri pensieri».

La critica apre naturalmente la discussione sul ruolo del Municipio, dei responsabili dei vari dicasteri e dell’amministrazione in generale. Ci si potrebbe ad esempio chiedere se una Città di 44.000 abitanti, nata da soli tre anni, non necessiti di un Esecutivo parzialmente o completamente professionista. In particolare, sempre secondo l’audit, è indispensabile dare un’impronta «più rigida della responsabilità del capodicastero, in quanto per un Municipio, inteso come organo collegiale, risulta estremamente difficile mantenere una supervisione efficace su tutte le attività svolte da un’amministrazione così vasta» come quella di Bellinzona. Ecco dunque che nella prossima legislatura verrà creato un dicastero specifico per il Settore opere pubbliche; i Servizi urbani e ambiente verranno attribuiti ad un altro «dipartimento». Secondariamente si vuole procedere alla modifica dell’articolo 68 del Regolamento comunale con l’obiettivo di migliorare il flusso di informazioni dal settore di competenza al Municipio (attraverso il capodicastero).

Ma i correttivi da adottare non finiscono qui. L’elenco è lungo. E parte, ça va sans dire, dalla riorganizzazione del Settore opere pubbliche passando per l’adozione del modello per l’allestimento delle risoluzioni e per la conferma delle delibere fino ad arrivare all’adozione di uno strumento di controllo finanziario per i cantieri più importanti. Delle misure volte ovviamente ad evitare che si ripresenti un altro pasticciaccio e, secondariamente, per cogliere eventuali segnali d’allarme che dovessero presentarsi. Ciò che non è stato il caso per le tre opere finite sotto la lente, ha segnalato l’audit esterno. Che, alla pari di quello eseguito dal Settore controllo qualità e revisione interno, hanno posto l’attenzione sulla «confusione sulla Legge sulle commesse pubbliche, soprattutto sull’utilizzo della procedura ad incarico diretto ed estensione di mandato».

Questa è musica del futuro. Nell’immediato si attendono le conclusioni dell’inchiesta amministrativa e disciplinare sul direttore del Settore opere pubbliche (entro metà ottobre) e i messaggi per la richiesta dei crediti suppletori: per lo stadio Comunale e per il Policentro di Pianezzo fra un mese, mentre per l’oratorio di Giubiasco per la fine dell’anno. Infine audit e rapporto dovranno essere trasmessi alla Sezione degli enti locali per le decisioni del caso.

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