Esplosione alle Scuole sud, chiesti 4 anni e mezzo

Processo

La difesa del giovane bellinzonese, che alle Criminali deve rispondere anche di altri cinque botti, si è invece battuto per una pena massima di 24 sospesi

 Esplosione alle Scuole sud, chiesti 4 anni e mezzo
I segni lasciati dal potente petardo esploso la notte di carnevale del 26 febbraio 2020.

Esplosione alle Scuole sud, chiesti 4 anni e mezzo

I segni lasciati dal potente petardo esploso la notte di carnevale del 26 febbraio 2020.

Ammette di aver fatto esplodere in golena cinque petardi, alcuni dei quali confezionati artigianalmente, il 22.enne a processo di fronte alla Corte delle Assise criminali di Bellinzona. Ma il sesto ordigno artigianale proprio non voleva che, la del 26 febbraio 2020, venisse fatto esplodere alle Scuole elementari sud. «Quella sera, a pochi passi dalle scuole impazzava il carnevale Rabadan e qualcuno avrebbe potuto rimanere ferito» ha ripetuto il giovane alla presidente della Corte, giudice Francesca Verda Chiocchetti. La «bomba madre», come egli stesso aveva definito l’ordigno confezionato riempiendo un tubo d’acciaio con 600 grammi di polvere pirica, sarebbe dovuta detonare al castello di Sasso Corbaro oppure, come nelle altre cinque occasioni. Nella zona della golena. Ma l’amico con il quale aveva pianificato l’esplosione (che martedì scorso è stata condannato a sedici mesi sospesi) era irremovibile. «Ho ceduto e gliel’ho consegnato. Lo sodi aver sbagliato: una scuola è l’ultimo posto dove far esplodere un petardo di quella potenza». Sta di fatto che quella sera il botto è impressionante: crea un cratere nel campetto di basket delle scuole e manda in frantumi diverse finestre dell’edificio. I danni ammontano ad oltre 18.000 franchi. «È solo per un puro caso che nessuno è rimasto ferito» ha dal canto suo rimarcato la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, che per le esplosioni e gli altri reati contenuti nelle undici pagine dell’atto d’accusa ha chiesto che il 22.enne venga condannato a 4 anni e mezzo di carcere. Carcere nel quale il giovane si trova dal 13 marzo scorso e che il suo patrocinatore, avvocato Niccolò Giovanettina, auspica possa lasciare presto. Il legale si è infatti battuto affinché al 22.enne non venga inflitta una pena superiore ai 24 mesi sospesi con la condizionale. E questo soprattutto in considerazione che, pur compiendo degli atti sconsiderati, non ha mai messo in pericolo la vita o l’incolumità altrui. Cinque petardi li ha fatti esplodere in luoghi praticamente deserti, mentre alla deflagrazione del sesto alle scuole sud, lui non ha partecipato.

La sentenza è attesa nel tardo pomeriggio.

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