«Evitiamo una spaccatura tra i Comuni ticinesi»

Finanze

Congelata dal Governo, la modifica del contributo di livellamento non entrerà in vigore per il triennio 2020-2022: «Gli scenari fiscali peggiori non sembrerebbero verificarsi» - La proposta nasceva dalle conseguenze della pandemia sulla casse pubbliche, con gli enti locali più ricchi che avrebbero dovuto versare di meno a quello meno abbienti - Dai beneficiari un sospiro di sollievo a metà

«Evitiamo una spaccatura tra i Comuni ticinesi»
Un «travaso» da cinque milioni all’anno: congelato. ©CdT/Archivio

«Evitiamo una spaccatura tra i Comuni ticinesi»

Un «travaso» da cinque milioni all’anno: congelato. ©CdT/Archivio

Gli scenari fiscali ipotizzati non sembrano realizzarsi, e una spaccatura tra i Comuni va evitata. Così, in una lettera trasmessa nella scorse settimane a tutti i Comuni ticinesi, la Sezione degli enti locali ha spiegato la rinuncia del Consiglio di Stato a mettere per ora in atto la manovra transitoria sul contributo di livellamento. La misura, su suggerimento del Gruppo di lavoro istituzioni, era stata formulata la scorsa primavera per contribuire a far fronte alle conseguenze della pandemia sulle casse pubbliche, ipotizzando che le realtà con più aziende sarebbero state quelle più penalizzate nell’ottica fiscale. Si trattava in sostanza di intervenire temporaneamente (periodo 2020-2022) sulla perequazione intercomunale, quel collaudato ma controverso meccanismo di livellamento che permette tradizionalmente ai Comuni finanziariamente più deboli di ricevere delle risorse da parte di quelli con un gettito fiscale più «generoso». La misura avrebbe influito retroattivamente anche sull’anno contabile 2020, con i Comuni «meno abbienti» chiamati a rimborsare appunto il 7% di quanto già ricevuto per quell’anno. Secondo le stime, per fare degli esempi concreti, il «travaso» avrebbe fatto perdere oltre un milione di franchi all’anno a Bellinzona, che avrebbe comunque continuato a riceverne 15, essendo tra i maggiori beneficiari. Due milioni in meno, per contro, avrebbe dovuto sborsarli Lugano (passando da quasi 29 a 27 milioni «devoluti» al fondo nel 2020).

«E non ci saranno effetti retroattivi»
Ma come detto la decisione di sospendere il tutto è stata ufficializzata nelle scorse settimane, con la Sezione degli enti locali a comunicarla tramite lettera a tutti i Comuni ticinesi. Nella stessa si rilevava in sostanza che non sembrerebbero realizzarsi gli scenari fiscali citati, ovvero quelli secondo cui le realtà con un maggior gettito derivante soprattutto dalle aziende avrebbero accusato il colpo. Come detto la decisione di Bellinzona è giunta pure nell’ottica di evitare una spaccatura tra i Comuni, definita «inopportuna». Già nel corso dell’estate il Governo aveva chiesto alla Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio di sospendere la trattazione del messaggio. Ora - dopo la decisione che è giunta non senza aver sentito anche il Gruppo di lavoro - si spiega inoltre che qualora la modifica dovesse in futuro essere riattivata, non saranno in nessun caso applicati effetti retroattivi.

Alberto Pellanda: «Pericolo scampato, ma...»
La proposta aveva contrariato non poco i beneficiari, per cui quei soldi sono oro, e c’era chi aveva minacciato il referendum se il Gran Consiglio avesse approvato l’idea. La preoccupazione maggiore era emersa tra Bellinzonese e valli, dove la perdita sarebbe stata di 3 milioni all’anno, non esattamente delle noccioline per realtà spesso confrontate con finanze deboli. Il sindaco della capitale Mario Branda intervistato dal CdT aveva parlato di una misura «impraticabile e inaccettabile» perché in un periodo di crisi sarebbe andata «ad incidere ulteriormente sul bilancio di quei comuni economicamente meno forti e che devono anch’essi far fronte alla pandemia». Tra chi si era opposto alla misura sin dalle sue origini c’è anche Riviera, che nel 2020 ha beneficiato del livellamento nella misura di 4,7 milioni, di cui 324.000 franchi che avrebbe dovuto rimborsare se la misura fosse diventata effettiva. Pericolo scampato, dunque? «Sì anche se solo parzialmente» commenta da noi contattato il sindaco Alberto Pellanda tirando un sospiro di sollievo a metà. Sostiene infatti che i Comuni paganti «torneranno probabilmente alla carica per mettere in discussione ancora una volta questo meccanismo di solidarietà che si chiama perequazione intercomunale». Anche nell’ambito della Piattaforma di dialogo tra Cantone e Comuni Pellanda si impegna quindi a far passare il messaggio secondo cui le realtà periferiche devono impiegare molte più risorse per poter mettere in piedi dei servizi che siano anche solo equiparabili a quelli delle realtà urbane. «È inevitabile per noi far capo ai contributo di livellamento» afferma. E conclude: «Purtroppo è un concetto che in pochi parrebbero capire».

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