Figli abusati, 15 anni al padre e 13 alla madre

La sentenza

«Un agire ignobile e mostruoso»: condannati i genitori del Bellinzonese per i soprusi durati oltre un decennio - Confermate tutte le accuse compresa la violenza carnale sulla ragazza

Figli abusati, 15 anni al padre e 13 alla madre
Infanzia rubata. @CdT/Archivio

Figli abusati, 15 anni al padre e 13 alla madre

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Figli abusati, 15 anni al padre e 13 alla madre

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Figli abusati, 15 anni al padre e 13 alla madre
Il processo si è tenuto a porte chiuse tra ieri e oggi a Lugano. @CdT/Chiara Zocchetti

Figli abusati, 15 anni al padre e 13 alla madre

Il processo si è tenuto a porte chiuse tra ieri e oggi a Lugano. @CdT/Chiara Zocchetti

(Aggiornato alle 18.30) - Quindici anni al padre, 13 alla madre. Colpevoli di «un agire ignobile e mostruso», e pienamente consapevoli di ciò che stavano compiendo, sono stati condannati i coniugi del Bellinzonese che per oltre un decennio hanno abusato sessualmente dei due figli minorenni «trasformandoli in oggetti» e causando in loro «un trauma che per noi non è nemmeno lontanamente immaginabile». La sentenza è stata pronunciata poco fa dal giudice Amos Pagnamenta, presidente della Corte delle Assise criminali riunita da ieri a Lugano, che ha confermato tutte le pesanti accuse, compresa quella di violenza carnale riferita alla decina di rapporti completi dell’uomo con la figlia oramai adolescente, fatti che lui ha sempre negato. Ma secondo la Corte non è credibile, mentre lo è la giovane, oggi maggiorenne, che ha sempre fornito una versione lineare dei fatti, così come granitici sono i riscontri oggettivi, quali i filmati e le fotografie, oltre alle conferme della madre, più collaborativa nell’inchiesta. Il 50.enne non ha alcuna importante attenuante e in aula, continuando a infangare la figlia per una presunta malizia, «ha perso l’ultima occasione per riguadagnare un bricioli di dignità» ha affermato il giudice definendolo un bugiardo. Sembrerebbe da parte sua essere oggi più consapevole della gravità di quanto accaduto la madre, sempre secondo la Corte che ha comunque sottolineato la sua grossa responsabilità nell’orrore: «Ha tradito i figli che invece avrebbe dovuto proteggere».

«Inchiesta troppo lunga»
Piccola attenuante per entrambi: il fatto che l’inchiesta della Magistratura si sia trascinata per troppi anni, oltre tre, dall’arresto nell’aprile del 2016 (dopo che la ragazza aveva vuotato il sacco) fino alla scorsa estate. La procuratrice pubblica Marisa Alfier, ricordiamo, aveva chiesto 15 anni per il capo-famiglia e 14 anni e mezzo per la moglie. Gli atti sessuali di vario genere, oltre 130, erano cominciati in Italia quando i bambini avevano solo 3 e 7 anni, per poi proseguire ed intensificarsi in Ticino dopo il trasferimento. Episodi a due, a tre e fino a quattro, talvolta filmati e fotografati. Stamattina avevano preso la parola i difensori d’ufficio degli imputati chiedendo per il padre e la madre pene massime di rispettivamente 6 anni e mezzo e 6 anni di carcere pur senza voler minimizzare l’orrore della vicenda e riconoscendo l’inevitabilità di una condanna. Che infine è arrivata. I difensori non si sono al momento espressi su un eventuale ricorso in appello.

I difensori d’ufficio dei due imputati: l’avvocato Maurizio Pagliuca e l’avvocatessa Sandra Xavier al loro arrivo in tribunale. @CdT/Chiara Zocchetti
I difensori d’ufficio dei due imputati: l’avvocato Maurizio Pagliuca e l’avvocatessa Sandra Xavier al loro arrivo in tribunale. @CdT/Chiara Zocchetti
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