Finalmente anche Biasca avrà una piazza

PROGETTO

Il Comune vuole acquistare dai privati tre stabili per quasi un milione di franchi così da poter creare una vera e propria agorà - Parallelamente verrà elaborato il concorso di progettazione che porterà all’attesa variante pianificatoria

Finalmente anche Biasca avrà una piazza
© CdT/Archivio

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Se ne parla da decenni per dare finalmente dignità a quella che nell’antica Grecia veniva chiamata l’agorà. Biasca presto avrà una vera e propria piazza (Centrale). Il Municipio ha appena trasmesso al Consiglio comunale (che si riunirà lunedì 17 febbraio) il messaggio attraverso il quale chiede lo stanziamento di un credito di 970.000 franchi per l’acquisto di tre stabili così da poter ridefinire urbanisticamente il «cuore» del Borgo rivierasco.

«Con i proprietari coinvolti il Municipio ha intrapreso delle trattative private che, grazie alla buona collaborazione tra le persone interessate, hanno permesso di raggiungere la sottoscrizione di accordi bonali per l’impegno di compravendita e di costituzione di diritti di compera», scrive l’Esecutivo. Stabilito il prezzo di acquisto per ogni proprietà e definiti gli accordi bonali, manca insomma solamente il via libera del Legislativo e dopo si procederà alla sottoscrizione dei contratti notarili di costituzione del diritto di compera valido sino a fine 2024. Ovviamente qualora il plenum non dovesse approvare il credito (o questo non dovesse crescere in giudicato) «salterebbe» tutto, nel senso che le parti sarebbero «liberate da ogni obbligazione precontrattuale e da ogni indennizzo».

L’Esecutivo tende a ribadire la «positiva collaborazione» avuta con i proprietari coinvolti e l’importanza di concretizzare il concetto urbanistico e, parallelamente, di elaborare l’atteso concorso di progettazione che fungerà da base per l’indispensabile variante di Piano regolatore.

Le tre particelle che il Comune intende rilevare si presentano attualmente in un buono stato di conservazione. Il primo edificio (32.000 franchi), costruito ad inizio 1900, è adibito a deposito. Il secondo, del valore di poco più di 45.000 franchi, è per contro disabitato ed è risalente allo stesso periodo del precedente. Il terzo complesso è quello finanziariamente più oneroso (850.000 franchi); al pianterreno si trovano due negozi, mentre il primo piano ospita un appartamento. Da notare, infine, che è non invece stato raggiunto un accordo per la compravendita di una quarta parcella; si è tuttavia deciso di preservare lo stabile «per ragioni architettoniche urbanistiche». Complessivamente, compresi gli atti notarili e i costi di iscrizione a Registro fondiario, la spesa è pari a 970.000 franchi.

«Val Pontirone parco naturale regionale?» è il titolo dell’interpellanza presentata dal consigliere comunale PPD Andrea Morini. Il quale chiede lumi al Municipio sulla possibilità di integrare la Valle Pontirone nell’ambito del progetto (in fase embrionale) di parco regionale in Valle di Blenio. Morini domanda infine quali iniziative di valorizzazione del territorio sono in corso e quali si concretizzeranno entro il 2030. ADD

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