Future Officine, «ci vuole un concorso di progetto»

Petizione

Consegnate alle FFS 602 firme di architetti e ingegneri che chiedono un concorso più partecipativo per disegnare il nuovo stabilimento a Castione - Ma l’azienda ritiene che la procedura scelta sia quella maggiormente adatta

Future Officine, «ci vuole un concorso di progetto»
Roberta Cattaneo (FFS), Loris Dellea (CAT) e Gustavo Groisman (SIA). ©Ti-Press/Crinari

Future Officine, «ci vuole un concorso di progetto»

Roberta Cattaneo (FFS), Loris Dellea (CAT) e Gustavo Groisman (SIA). ©Ti-Press/Crinari

Le future Officine FFS di Castione sono un’opera troppo importante, un concorso pubblico di progettazione è indispensabile. È quanto sostengono ben 602 tra architetti e ingegneri ticinesi e del resto della Svizzera tramite una petizione le cui firme sono state consegnate oggi alle FFS, che propendono invece per un concorso di prestazione. Quest’ultimo approccio, secondo la Conferenza delle associazioni tecniche del cantone Ticino (CAT), in sostanza limita però fortemente i professionisti, chiamati ad approfondire un progetto di massima già esistente e secondo criteri sia tecnici che finanziari ritenuti limitanti. La stessa CAT, insieme alla sezione ticinese della SIA (Società svizzera degli ingegneri e degli architetti), ha dunque promosso la raccolta di firme tra gli addetti ai lavori, e il direttore Loris Dellea in persona le ha consegnate alla stazione cittadina a Roberta Cattaneo, coordinatrice delle FFS per la Regione Sud. L’azienda prende atto della petizione ma verosimilmente proseguirà sul binario già scelto per motivi essenzialmente di tempistica, come spiega la coordinatrice. Per poter realizzare il nuovo centro di manutenzione a Castione entro il 2026, quando è previsto il trasloco dalla centenaria sede di Bellinzona destinata a chiudere, infatti, il tempo stringe. Una scelta, quella del concorso di prestazione, che è per altro permessa dalla legge alle FFS, contrariamente ad altre entità pubbliche.

«Impatto sul territorio»
Secondo i firmatari, però, «solo tramite un concorso di progetto il committente, le FFS, potrà avere la garanzia di ottenere un progetto di qualità, che soddisfa pienamente le proprie esigenze, pure finanziarie e di tempistica». Inoltre, una procedura tramite concorso di progetto «permette al Comune in cui sorgeranno le future officine e all’intera regione di salvaguardare in modo appropriato l’interesse pubblico che una simile iniziativa deve forzatamente considerare», con riferimento particolare all’impatto sul territorio. Un’opera industriale di queste dimensioni e dal costo di 360 milioni - di cui 120 messi da Città di Bellinzona, Cantone e Confederazione - non può permettersi di essere scelta «con la forma di messa in concorrenza sbagliata».

Copia per conoscenza
La petizione è stata inviata per conoscenza al Consiglio di amministrazione e alla direzione delle FFS, al Consiglio di Stato e al Parlamento ticinese.

Una bozza del progetto di massima per Castione. ©FFS
Una bozza del progetto di massima per Castione. ©FFS
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