Giubiasco ancora sulla macchina del tempo

Scoperte

Nel quartiere del Palasio ulteriori ritrovamenti archeologici: da un cantiere residenziale son spuntate anche alcune tombe di epoca tardoantica

Giubiasco ancora sulla macchina del tempo
La pioggia non ferma la sete di storia: Simonetta Biaggio Simona (Ufficio cantonale dei beni culturali) e Giorgio Nogara (archeologo e direttore dello scavo) durante l’incontro sul cantiere con i giornalisti. (Foto CdT)

Giubiasco ancora sulla macchina del tempo

La pioggia non ferma la sete di storia: Simonetta Biaggio Simona (Ufficio cantonale dei beni culturali) e Giorgio Nogara (archeologo e direttore dello scavo) durante l’incontro sul cantiere con i giornalisti. (Foto CdT)

BELLINZONA - Giubiasco continua a deliziare gli studiosi di archeologia, rimanendo a bordo della macchina del tempo. Dopo i numerosi ritrovamenti già noti, si pensi in particolare alla grande necropoli in zona stazione, negli ultimi anni è stato il quartiere del Palasio a regalare tante chicche. E continua a farlo. Lo scorso mese di maggio erano state presentate le scoperte effettuate durante lo scavo per la realizzazione di nuove residenze (per una cinquantina di appartamenti) sul terreno della Villa Rusconi, nei pressi della piazzetta San Carlo. Concretamente, sotto al giardino dell’abitazione signorile edificata a fine Settecento e disabitata da circa un decennio, erano stati fatti importanti ritrovamenti che vanno dall’epoca tardomedievale (XIII-XIV secolo) fino al XVIII secolo, quando appunto avvenne l’edificazione. In particolare erano stati individuati perimetri di case, di cui una ipotizzabile come Sosta per viandanti.

Oggi sullo stesso cantiere il Dipartimento del territorio ha reso noti gli ulteriori progressi. In un altro settore della proprietà sono state riportate alla luce alcune sepolture da riferire perlopiù all’epoca tardoantica, indicativamente tra i secoli IV e VIII dopo Cristo. Le tombe furono travolte e in parte scoperchiate da diversi alluvioni tipiche della zona, dove il riale Fossato spadroneggiava, ma è stato possibile «datarle» grazie a due frammenti di fibula di cintura in bronzo. Essendo gli scavi oramai al capolinea, verosimilmente non sarà per contro possibile toccare con mano la testimonianza concreta dell’insediamento di età romana (forse una villa) la cui presenza sullo stesso terreno è comunque ritenuta certa dagli esperti in virtù del ritrovamento di frammenti di tegole riconducibili a quell’epoca.

Anche stavolta, grande l’entusiasmo del direttore degli scavi, l’archeologo Giorgio Nogara, e del capo dell’Ufficio cantonale dei beni culturali, Simonetta Biaggio Simona, coinvolta anche come giubiaschese. Oltre a guidare la visita sul cantiere, hanno spiegato che la prima tappa delle ricerche terminerà in autunno, così da permettere l’edificazione del progetto «Residenza Giardini Villa Rusconi». A gennaio 2020 inizierà la seconda tappa dell’indagine, che potrebbe portare alla messa in luce di ulteriori strutture di epoca precedente il Medioevo. «Non ci saranno comunque stop al cantiere edile», è stato spiegato. A questo proposito ha preso la parola anche Isabelle Aichinger, direttore progetti di Implenia Svizzera SA, promotrice dell’iniziativa immobiliare. Ha voluto tranquillizzare i futuri acquirenti sottolineando che finora non vi sono stati ritardi consistenti, e che la consegna avverrà tra un paio d’anni come previsto.

Che ne sarà invece dei ritrovamenti? Gli oggetti verranno asportati e archiviati, mentre le costruzioni (dalle tombe ai muri) saranno distrutte, dopo aver però consegnato importanti indicazioni sulla storia del luogo.

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