Gli ex sindaci danno i voti alla nuova Bellinzona

Ecco un giro d’orizzonte fra gli ex sindaci dei 13 Comuni aggregati per sapere cosa pensano dei risultati ottenuti a due anni e alcuni mesi dalla nascita della nuova Città

Gli ex sindaci danno i voti alla nuova Bellinzona
(Foto Maffi)

Gli ex sindaci danno i voti alla nuova Bellinzona

(Foto Maffi)

BELLINZONA - Roma non fu costruita in un giorno, e nemmeno Bellinzona. A due anni e alcuni mesi dalla nascita della nuova Bellinzona, il Corriere del Ticino ha fatto un giro d’orizzonte fra gli ex sindaci dei 13 Comuni aggregati, chiedendo cosa pensano dei risultati ottenuti finora. Sono tutti d’accordo su un punto: ci vuole tempo affinché tutti si assesti e la macchina organizzativa funzioni a pieno regime. Precisiamo che non sono stati interpellati Mario Branda e Andrea Bersani, rispettivamente sindaco e vice della Città, i quali erano già in carica prima della fusione (Bersani era sindaco di Giubiasco).

«Se dovessi rifarla, la rifarei allo stesso modo». Per l’ex sindaco di Gudo Giacomo Zanini tutto funziona: i cittadini vengono riconosciuti, i servizi sono migliorati e le società principali attive nel quartiere non hanno riscontrato alcun problema. Il nostro interlocutore mette inoltre l’accento sull’importanza di dare al Bellinzonese un peso più importante a livello cantonale. Moreno Pedrazzi (Gnosca) ha notato persino un miglioramento nei servizi legati alla raccolta dei rifiuti grazie alle risorse fornite da Bellinzona. Anche da Gorduno tutto OK. Romeo Pellandini rileva che, dopo alcune lamentele iniziali, i cittadini sembrano contenti.

Come i suoi omologhi dei quartieri a nord della città, Ivan Guidotti (Monte Carasso) è soddisfatto. Inoltre, riconosce la volontà formale di fornire a tutti gli ex Comuni aggregati dei servizi e un trattamento equo. Si uniscono al coro di lodi Mauro Tognetti (Pianezzo) e Fabio Pasinetti (Preonzo). Quest’ultimo è uno dei pochi disposto a ricandidarsi l’anno prossimo per un ulteriore mandato in seno al Consiglio comunale precisando che comunque preferirebbe lasciare il posto ai giovani. Infine, anche Roberto Keller (Claro) si esprime in modo favorevole sulla nuova Bellinzona. Se c’è un «ma» è soltanto quello di non poter intervenire direttamente e in modo immediato sulle necessità della cittadinanza. Un pensiero, questo, condiviso anche da Roberto Terzi (Camorino), il quale si dichiara comunque contento dell’esito della fusione, apprezzando in particolar modo la presenza dei municipali alle riunioni di quartiere a testimonianza del loro interesse e impegno a favore dei cittadini.

Riccardo Calastri (Sementina), uno dei fautori del matrimonio allargato, afferma che non c’erano alternative: la nuova Bellinzona era necessaria e rimane quindi un sostenitore del progetto. Tuttavia, pure lui è un po’ frustrato dal labirinto burocratico fattosi più complesso. Alcune procedure, ci ha detto, erano più rapide quando erano di competenza dei singoli comuni. In vista delle prossime elezioni, ricorda inoltre quanto sia importante trovare un ampio bacino di candidati validi: un punto di particolare importanza in quanto la penuria di persone disposte a mettersi a disposizione per la cosa pubblica è stato uno dei motivi che ha spinto gli enti locali dell’agglomerato a unirsi. Come i suoi ex colleghi, Daniela Tamagni (Sant’Antonio), rappresentante di una delle aree più periferiche della città, sa che ci vuole tempo. Eppure, nota che viene fatto moltissimo per la città mentre chi sta fuori riceve meno attenzioni. Ammette anche che probabilmente la colpa non è del Municipio, ma ipotizza che la mancata rapida reazione ad alcuni problemi emersi in periferia è stata forse dovuta alla poca organizzazione nei piani più bassi dell’amministrazione. Infine, manca l’opinione di Angelo Jam (Moleno), che nonostante diversi tentativi non siamo purtroppo riusciti a raggiungere.

Le pagelle

Per concretizzare il pensiero degli ex sindaci, abbiamo chiesto loro di dare una nota da 1 a 6 al Municipio di Bellinzona. Tutti oscillano sullo stesso voto: buono. La perfezione non esiste, naturalmente qualcosa si può sempre migliorare. Come anticipato, è una questione di tempo affinché l’amministrazione cittadina possa mettere in atto tutte le modifiche previste e trovare il ritmo giusto per una futura legislatura scorrevole e coesa.

Gli ex sindaci danno i voti alla nuova Bellinzona

Per quanto riguarda invece la possibilità di eventualmente candidarsi alle elezioni del 2020, nessuno esprime particolare interesse. Tutti ricordano i loro anni al centro della politica comunale senza rimpianti, hanno nostalgia dei momenti di convivialità a favore del progresso locale e del rapporto diretto con i propri cittadini, ma il loro compito l’hanno svolto e desiderano lasciare il posto alle nuove generazioni.

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