«I figli erano oggetti al servizio del nostro piacere»

Alla sbarra

Si è aperto a Lugano il processo a carico dei due coniugi del Bellinzonese accusati di aver abusato sessualmente dei due figli sin da quando avevano 3 e 7 anni e per oltre 130 volte - La prima a ricostruire i fatti, in lacrime, è la donna: «Non mi sono mai opposta per paura di perderlo»

«I figli erano oggetti al servizio del nostro piacere»
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«L’idea di coinvolgere i nostri figli è partita da mio marito facendo delle foto un po’ osé: io non mi sono mai opposta perché lui era il mio punto di riferimento, non ho mai avuto il coraggio di dire di no per paura di perderlo. L’ho fatto per puro egoismo, mettendo da parte l’educazione dei ragazzi. È vero, i nostri figli erano degli oggetti al servizio del nostro piacere». Così, in lacrime, la madre del Bellinzonese a processo da stamattina a Lugano insieme al marito per oltre 130 atti sessuali di vario genere ai danni dei figli sin da quando avevano 3 e 7 anni, sta spiegando al giudice Amos Pagnamenta i motivi per cui si è arrivati a questo orrore.

Di fronte alla Corte delle Assise criminali, a porte chiuse ad eccezione dei media, gli imputati - italiani lui 50.enne e lei 45.enne - devono rispondere delle ipotesi di reato di violenza carnale, incesto, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli e pornografia dura. Una lunga serie di accuse per una altrettanto lunga serie di episodi ricostruiti dalle indagini condotte dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier, che ha firmato l’atto d’accusa.

I coniugi, in carcere dal 2016 quando sono stati arrestati, sono difesi dagli avvocati Sandra Xavier e Maurizio Pagliuca. Hanno nel frattempo concordato il divorzio e rimangono in contatto con il figlio, hanno spiegato, ma non con la figlia che si è allontanata.

Gli episodi elencati nell’atto d’accusa vanno dai toccamenti fino ai rapporti completi, con tanto di riprese video e album fotografici creati appositamente. Le principali «attenzioni» erano rivolte dal padre alla figlia, da quando era ancora bambina fino all’adolescenza.

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