I gusti del ponte tibetano piacciono anche a Christa Rigozzi

MONTE CARASSO

L’ex Miss Svizzera è la madrina del progetto degli apprendisti panettieri-pasticcieri-confettieri e della CSIA legato ai prodotti del territorio di Curzútt

I gusti del ponte tibetano piacciono anche a Christa Rigozzi
Foto di gruppo con l’ex Miss Svizzera Christa Rigozzi. (Foto CdT)

I gusti del ponte tibetano piacciono anche a Christa Rigozzi

Foto di gruppo con l’ex Miss Svizzera Christa Rigozzi. (Foto CdT)

I gusti del ponte tibetano piacciono anche a Christa Rigozzi
(Foto CdT)

I gusti del ponte tibetano piacciono anche a Christa Rigozzi

(Foto CdT)

Una giornata dedicata al «Prodotto di Curzútt-Ponte tibetano». Oggi gli apprendisti panettieri-pasticcieri-confettieri del Centro professionale tecnico (CPT) di Trevano hanno presentato il lavoro svolto nel corso dell’anno scolastico in collaborazione con la Fondazione Curzútt-San Barnárd e alcuni allievi del Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA). Il progetto affidato ai ragazzi aveva l’obiettivo di ideare e creare dei prodotti che rappresentano il territorio e la montagna, «casa» del Ponte tibetano.

A introdurre le attività svolte è stato Marco Pasotti, formatore alla CPT di Trevano, che ha spiegato l’origine del progetto e ricordato il compianto Carlo Bertinelli, membro fondatore della fondazione e principale ideatore del progetto in questione. La fondazione, come illustrato dal segretario Cesiro Guidotti, è stata costituita nel 1998 e ha sempre avuto come obiettivo principale quello di realizzare, e mettere a disposizione, infrastrutture per uso sociale, culturale e educativo, destinate in particolar modo ai giovani. È stato ricordato anche il principio fondatore del Ponte tibetano, diventato un’importante attrazione turistica del Bellinzonese, ossia «un ponte per unire». La fondazione, in ogni modo, è stata molto attiva anche prima della realizzazione del manufatto. Sono infatti state restaurate delle vie che erano ormai state abbandonate, sia per una migrazione verso il piano sia per una perdita di valore economico. Grazie ai lavori e alla riscoperta di queste zone, e alla conseguente costruzione del ponte, è rinato il collegamento tra la montagna di Monte Carasso e i territori che portano al lago Maggiore. Prima di mettersi al lavoro per la creazione, gli apprendisti hanno potuto esplorare il territorio al quale doveva essere ispirato il loro prodotto, per rappresentare nel modo migliore la ricchezza della zona e per poter trasmettere ciò che si prova avventurandosi nella regione. I prodotti, dolci e salati, vogliono sia evocare il legame emotivo delle persone residenti nella zona ma anche farlo scoprire a chi lo vede per la prima volta. Il valore di questa zona è stato messo ulteriormente in evidenza dal sindaco di Bellinzona, Mario Branda, e dal municipale Mauro Minotti.

Già madrina del Ponte tibetano, è chiamata a essere madrina anche di questo progetto l’ex Miss Svizzera Christa Rigozzi (moncarassese DOC) che ha posto l’attenzione sull’importanza di dare voce ai giovani e pensare al loro futuro. Prima della presentazione dei singoli prodotti, è stato presentato l’aspetto scolastico-teorico legato al progetto attraverso la presentazione di alcuni dati sulla formazione in ambito di alimenti e servizi che conta un totale di circa 450 allievi. Ogni proposta degli allievi è stata seguita e valutata dai formatori per guidarli nelle loro attività così come per ottimizzarne il risultato. Protagonisti del progetto non sono comunque soltanto gli allievi pasticcieri-panettieri-confettieri, ma anche gli allievi del secondo anno della sezione decoratori della CSIA, che hanno proposto il packaging per i prodotti alimentari presentati. Punto di riferimento per questa collaborazione è Monica Rush, che ha parlato del concetto di design del gusto, spiegando inoltre l’importanza dell’emozione per comunicare tramite il gusto. Tutti i prodotti presentati individualmente dagli apprendisti hanno ricordato le esperienze degli studenti a Curzútt e sul Ponte tibetano tramite l’uso di prodotti locali, quali formaggi, frutti di bosco e castagne e riproducendo alcuni elementi osservati durante il percorso. Sono però quattro i prodotti scelti da portare avanti che verranno poi sviluppati, tramite la collaborazione della fondazione e le aziende, con la possibilità di introdurli sul mercato sia ticinese sia oltralpe. Naturalmente, anche gli altri prodotti potranno essere sviluppati a secondo dell’interesse delle aziende.

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