BELLINZONA

«I soldi erano ovviamente per altri scopi»

Officine FFS: il Municipio così risponde all’interrogazione che chiedeva lumi sull’utilizzo di 120.000 franchi dal Fondo di solidarietà per gli operai per la campagna in vista della votazione sull’iniziativa

«I soldi erano ovviamente per altri scopi»
(Foto Reguzzi)

«I soldi erano ovviamente per altri scopi»

(Foto Reguzzi)

BELLINZONA (aggiornato alle 15.23) - «Il Municipio ritiene che l’iniziativa aveva certamente nel 2008 una valenza strategica e di pressione nei confronti delle FFS, risultando tuttavia oggi superata dai fatti». Così risponde l’Esecutivo di Bellinzona all’interrogazione dei capigruppo in Consiglio comunale di PLR, PPD, Lega e Unità di Sinistra a proposito dell’iniziativa per la creazione di un polo tecnologico-industriale alle Officine in votazione domenica 19 maggio. I quattro membri del Legislativo avevano sollevato dubbi sull’utilizzo per la campagna in vista della chiamata alle urne, da parte dell’associazione Giù le mani, di 120.000 franchi facenti parte del Fondo di solidarietà a favore degli operai costituito nel 2008 durante lo sciopero, come anticipato dal CdT il 12 marzo. L’autorità guidata dal sindaco Mario Branda ricorda che undici anni or sono gli ex Comuni che oggi formano la Città versarono per la causa delle maestranze 138.500 franchi, di cui 100.000 a carico della “vecchia” Bellinzona. Complessivamente, in tutta la Svizzera italiana e non solo, erano stati raccolti 1,38 milioni (cfr. sempre il CdT del 12 marzo). “Evidentemente e logicamente nessuno aveva versato dei contributi pensando che quel denaro venisse utilizzato 10 anni dopo per un altro scopo (campagna in votazione) e addirittura suscettibile di mettere a rischio i posti di lavoro”, rileva il Municipio della Turrita. Che sostiene, ovviamente, la soluzione di una nuova Officina a Castione dal 2026 per un investimento di 360 milioni di franchi e che impiegherà 200-230 collaboratori: “L’iniziativa si pone in contrasto rispettivamente in alternativa con il progetto portato avanti da Cantone e Città (e per quanto riguarda il nuovo stabilimento con le FFS) e mette seriamente a repentaglio questa opportunità occupazionale. Risulta infatti difficilmente immaginabile che il Cantone si faccia imprenditore industriale in un settore di cui non si è mai occupato, espropri se del caso le FFS e continui allo stesso tempo a beneficiare dei volumi di lavoro forniti da quest’ultime, assumendosi oltretutto il rischio gestionale (con le eventuali perdite di esercizio). A mente del Municipio una soluzione impraticabile tecnicamente e fragile giuridicamente”.

Le risposte del Municipio di Bellinzona sono tese “solo a tentare di screditare i sostenitori dell’iniziativa”. Il Movimento per il socialismo non ci sta e ricorda che “anche chi abbia solo distrattamente seguito le vicende dello sciopero dell’Officina saprà (o ricorderà) che l’idea dell’iniziativa sulla quale oggi votiamo venne presentata all’assemblea dei lavoratori in sciopero addirittura nel corso del quarto giorno di sciopero, ottenendo un’approvazione di principio. Tempo una decina di giorni per mettere a punto gli aspetti formali, l’iniziativa venne lanciata, in pieno sciopero, il 31 marzo 2008”. Tutto questo, rileva l’MPS, indica “con chiarezza che l’iniziativa sulla quale siamo chiamati a votare (che riprende d’altronde i contenuti della lotta dei lavoratori dell’Officina) è stata fin dall’inizio parte integrante della lotta e dello sciopero del 2008. Chi ha sostenuto allora la lotta dei lavoratori ha “evidentemente” e “logicamente” sostenuto quella lotta sapendo che tra gli strumenti con i quali i lavoratori dell’Officina avrebbero difeso e sviluppato la loro proposta vi era anche questa iniziativa”.

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