Il delitto e la sfilata di testi

Monte Carasso, sentiti in Procura i vicini di casa della donna uccisa nel luglio 2016 dall'ex marito - Non sarebbero emersi elementi probanti ai fini dell'inchiesta

Il delitto e la sfilata di testi
Tragedia.

Il delitto e la sfilata di testi

Tragedia.

MONTE CARASSO - Stanno sentendo un po' tutti, gli inquirenti, per definire le responsabilità per il delitto di Monte Carasso. Ossia per la morte, avvenuta nel luglio 2016, di una 48.enne uccisa dall'ex marito, finito dietro le sbarre lo scorso maggio dopo aver confessato il crimine unitamente all'attuale consorte, una 39.enne cittadina russa. Entrambi, tuttora in carcere, sono accusati di assassinio, in via subordinata di omicidio intenzionale. L'inchiesta coordinata dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, come appreso dal Corriere del Ticino, in queste settimane si sta concentrando sugli interrogatori (in qualità di persone potenzialmente informate sui fatti) dei vicini di casa.

Analizzati i messaggi SMS

In Procura sono così sfilati, uno ad uno, gli inquilini e il portinaio del condominio in cui risiedeva la vittima nonché amici e conoscenti della donna e dell'allora coppia. Stando a quanto abbiamo appurato non è emerso nulla di particolarmente rilevante. I testi hanno ricordato i modi gentili e garbati della 48.enne e poco più. Nessuno di loro poteva anche solo lontanamente immaginare che avrebbe potuto essere soffocata dall'ex coniuge per inscenarne il suicidio. Parallelamente sono stati passati al setaccio i messaggi SMS che si sono scambiati l'uomo e la nuova compagna. Anche in questo caso non sarebbe scaturito materiale probante ai fini delle indagini.

Il braccio e la mente?

La procuratrice pubblica Chiara Borelli è tuttavia convinta che sia stata la 39.enne russa ad istigare il marito di 48 anni, ticinese, a uccidere la prima moglie. Il movente sarebbe di natura economica, legato cioè alla separazione. La cittadina dell'Est europeo, difesa dagli avvocati Yasar Ravi e Luisa Polli, respinge comunque categoricamente qualsiasi addebito, dicendosi completamente estranea al delitto commesso dal marito, patrocinato per contro dal legale bellinzonese Pietro Croce.

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