Il lungo elenco delle armi e la «strategia stragista»

PROCESSO

Si è aperto il processo a carico dell'ex allievo della Scuola cantonale di Commercio accusato di voler compiere un atto di violenza di massa - Il suo difensore Luigi Mattei: «Ha bisogno di questo dibattimento» - LE FOTO

Il lungo elenco delle armi e la «strategia stragista»
Il procuratore pubblico Arturo Garzoni a sinistra al suo arrivo con l'avvocato della difesa Luigi Mattei a destra. © CdT/Gabriele Putzu

Il lungo elenco delle armi e la «strategia stragista»

Il procuratore pubblico Arturo Garzoni a sinistra al suo arrivo con l'avvocato della difesa Luigi Mattei a destra. © CdT/Gabriele Putzu

Il lungo elenco delle armi e la «strategia stragista»
© CdT/Gabriele Putzu

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Il procuratore pubblico Arturo Garzoni. © CdT/Gabriele Putzu

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Il procuratore pubblico Arturo Garzoni. © CdT/Gabriele Putzu

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Il lungo elenco delle armi e la «strategia stragista»
Il giudice del processo Mauro Ermani.© CdT/Gabriele Putzu

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Il giudice del processo Mauro Ermani.© CdT/Gabriele Putzu

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Il lungo elenco delle armi e la «strategia stragista»

Abito elegante e camicia bianca. Come in quella tristemente famosa foto, da lui stesso postata sui social network, che lo ritraeva mentre imbracciava un fucile d'assalto Kalashnikov. Si è aperto oggi al Palazzo dei congressi a Lugano, fra rigorose misure di sicurezza, il processo a carico del 21.enne del Bellinzonese accusato di voler compiere una strage nel 2018 alla Scuola cantonale di Commercio (SCC) a Bellinzona. Il dibattimento è iniziato ma si è subito interrotto. In quanto la Corte delle Assise criminali presieduta dal giudice Mauro Ermani si è riunita in Camera di consiglio per deliberare su un'eccezione sollevata dalle parti e riguardante il decreto d'abbandono per il reato di minaccia. Il giovane, che dal 25 luglio 2018 si trova in regime di esecuzione anticipata della pena, ha finora proferito pochissime parole. Ha dovuto solo confermare le sue generalità. E poi la pausa. Preceduta dalla dichiarazione del suo difensore, l'avvocato Luigi Mattei: «Non ha nessuna intenzione di sottrarsi al processo. Anzi, ne ha bisogno».

L'atto d'accusa di 6 pagine ripercorre, nel nocciolo, quello che secondo il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni era il piano dell'imputato per inscenare l'atto di violenza di massa all'istituto cittadino. Avrebbe dovuto colpire il 15 maggio 2018, giorno di sessione d'esami alla quale anche lui (che frequentava il terzo anno) avrebbe dovuto partecipare. Uccidendo, secondo l'accusa, docenti, allievi e personale di servizio della SCC «con una vera e propria strategia stragista». Secondo il pp il 21.enne ha pianificato per settimane «se non per mesi» l'attacco. Il movente? L'odio verso se stesso e verso gli altri. Ci sarebbe premeditazione, sostiene Garzoni. Confermata da numerosi scritti e da una videoregistrazione oltre agli SMS inviati ad un'amica. Il giovane, ricordiamo, deve rispondere di atti preparatori punibili di assassinio plurimo (subordinatamente omicidio plurimo) e di ripetuta infrazione alla Legge federale sulle armi, accessori di armi e le munizioni. Rischia 5 anni di carcere.

L'elenco delle armi sequestrate, a pagina 5 dell'atto d'accusa, è molto lungo. E comprende, tra l'altro, delle pistole, dei fucili, dei revolver e delle carabine. Non solo. Ecco spuntare anche numerose baionette, un coltello e persino una mazza da baseball. Non manca altresì quello che il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni ha definito un «apposito vestiario da combattimento». Vale a dire una tenuta tattica nera e dei guanti dello stesso colore nonché un giubbotto antiproiettile.

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  • 2 Sventata strage a Bellinzona
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