Il Municipio? «Decisamente insufficiente»

BELLINZONA

Pagelle negative da parte del Movimento per il socialismo e dei Verdi - «Noi siamo l’unica vera opposizione in città: i partiti in Consiglio comunale appoggiano infatti le decisioni del loro Esecutivo»

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»
Immortalati. (Foto Archivio CdT)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»

Immortalati. (Foto Archivio CdT)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»
(Foto Archivio CdT)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»

(Foto Archivio CdT)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»
Angelica Lepori. (Foto Zocchetti)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»

Angelica Lepori. (Foto Zocchetti)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»
Monica Soldini. (Foto Zocchetti)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»

Monica Soldini. (Foto Zocchetti)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»
Ronnie David. (Foto Archivio CdT)

Il Municipio? «Decisamente insufficiente»

Ronnie David. (Foto Archivio CdT)

BELLINZONA - Alt, fermi tutti, «questo Municipio non ci ha mica soddisfatti». Potremmo riassumere così, in un’unica frase, il pensiero dell’opposizione a Bellinzona, prendendo in prestito la terminologia del sistema maggioritario. Il Movimento per il socialismo-Partito operaio e popolare-Indipendenti (MPS-POP) e I Verdi non condividono affatto le opinioni dei capigruppo in Consiglio comunale di PLR, Unità di Sinistra, Lega-UDC-Indipendenti e PPD da noi pubblicate giovedì. Secondo questi ultimi finora la prima (breve) legislatura dell’Esecutivo della nuova Città uscito dalle urne il 2 aprile 2017 è tutto sommato positiva, anche se ora il consesso guidato dal sindaco Mario Branda è chiamato alla prova del nove: essere propositivo, condurre in porto i progetti strategici e coinvolgere ulteriormente la popolazione. No, rispondono l’MPS-POP e gli ambientalisti. Il voto è insufficiente.

Iniziamo dalle due rappresentanti del Movimento per il socialismo nel Legislativo, vale a dire Angelica Lepori e Monica Soldini: «Come giornale avete chiesto ai partiti che fanno parte del Municipio un giudizio sull’operato del loro Esecutivo: in sostanza un giudizio su loro stessi. Perché, ovviamente, il Municipio ha una certa ‘autonomia’ nella sua azione; ma nessuno potrà negare che, alla fine, le scelte di fondo devono superare il giudizio del Consiglio comunale. Questo giudizio gli stessi partiti lo hanno fornito a più riprese, approvando, innanzitutto, preventivi e consuntivi del Comune, cioè votando come spendere i soldi e per fare che cosa (Preventivo) e poi dando una valutazione politica su come sono stati spesi i soldi e come, di fatto, è stata amministrata la Città (Consuntivo). Nelle risposte date alcuni dei voti assegnati da alcuni partiti sono modesti (poco più che sufficienti): nessuno vuole rinunciare al gioco, ormai diventato la regola nel mondo politico cantonale e nazionale, di far credere agli elettori e alle elettrici di essere all’opposizione (quindi critici con gli esecutivi) mentre si è solidamente installati in quegli stessi esecutivi e se ne condividono gli atti fondamentali».

Qual è il vostro giudizio complessivo? «Il voto è 3. Se si esclude il referendum sulle remunerazioni dei municipali sulle quali alla fine anche la Lega si è allineata, possiamo dire che l’unica opposizione coerente è venuta dai banchi del gruppo MPS-POP-Indipendenti che (non avendo alcuna responsabilità nell’elezione del Municipio – come invece è il caso di altre forze non presenti nello stesso, ad esempio I Verdi) ha sistematicamente contestato la politica dell’Esecutivo. In questo modo, come lista, abbiamo così delineato i contorni di una politica di opposizione che ha dimostrato, alla lunga, di non essere tale solo per astratti furori ideologici, ma basata sull’analisi concreta delle situazioni. Ricordiamo, ad esempio, le ripetute proposte in materia di strutture scolastiche (doposcuola, mense, colonie estive) la cui legittimità, dal punto di vista dei bisogni ai quali si riferiva, è stata addirittura confermata dall’inchiesta voluta dallo stesso Municipio. Il quale ora tenta di correre ai ripari con decisioni parziali, pasticciate, improvvisate: in sostanza tali da non rispondere ai bisogni da tempo emersi sul territorio e di cui ci siamo fatti interpreti. Oppure la vicenda del personale della Città, preso per i fondelli in materia di cassa pensione: spinto ad approvare un cambiamento di cassa che, proprio in queste settimane, si sta rivelando, come avevamo denunciato due anni fa, una vera e propria mazzata sulle rendite future. Con l’aggravante che il Municipio, per far approvare le sue proposte, ha fornito informazioni non veritiere. O ancora la vicenda dell’Officina, tutt’altro che terminata e chiarita come hanno dimostrato le riproposizioni di dati generici sul nuovo stabilimento fatti filtrare negli scorsi giorni».

Come la pensano, per contro, I Verdi? Ci risponde il consigliere comunale Ronnie David. «Premetto che in passato avevamo criticato l’Esecutivo della vecchia Bellinzona sostenendo che i membri erano semplicemente degli amministratori. È lo stesso scenario che si è riproposto, almeno inizialmente, nella corrente legislatura. Dopo una prima fase di assestamento, a seguito dell’aggregazione, il Municipio ha finalmente iniziato a fare politica. Una politica che tuttavia non soddisfa le nostre attese e che ha tradito le promesse fatte in campagna elettorale. Sono state fatte delle scelte che noi come Verdi non possiamo accettare perché non sostenibili dal punto di vista ambientale. Penso in particolare al trasferimento delle Officine FFS. Il voto complessivo all’Esecutivo, pertanto, non può che essere insufficiente: 3,5». E sulla fusione, cosa ci dice? «La sfida era difficile, questo bisogna ammetterlo, ed in parte è stata vinta. La Città funziona, anche se come detto è ora di promuovere una politica più attenta ai temi ambientali e va maggiormente coinvolta la popolazione. Sono infatti ancora pochissime le associazioni di quartiere create dagli stessi cittadini». Un giudizio infine sull’operato del Consiglio comunale, nel quale siedono due vostri rappresentanti (lei e Marco Noi): «Ha seguito, ad eccezione di qualche distinguo su dei temi specifici, la linea del Municipio. Ma d’altronde ciò non deve sorprendere, visto che solo i Verdi ed il Movimento per il socialismo hanno fatto una politica di opposizione. Un compito non facile considerando che, assieme, occupiamo soltanto quattro seggi su 60».

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