Il museo di Villa dei Cedri vuole crescere ancora

Bellinzona

Allo studio diversi progetti per rendere più funzionali le sale espositive, gli spazi di accoglienza e il parco – Carole Haensler: «Il coronavirus ci ha obbligati a restare chiusi per mesi, compreso il periodo di Pasqua che è strategico»

Il museo di Villa dei Cedri vuole crescere ancora
Il museo di Villa dei Cedri approfitta dei mesi di chiusura, dovuti alla pandemia, per valorizzare ulteriormente l’offerta culturale. © CDT/archivio

Il museo di Villa dei Cedri vuole crescere ancora

Il museo di Villa dei Cedri approfitta dei mesi di chiusura, dovuti alla pandemia, per valorizzare ulteriormente l’offerta culturale. © CDT/archivio

Far di necessità virtù. Carole Haensler, direttrice dell’ente autonomo Bellinzona Musei, ben conosce questo motto attribuito a San Gerolamo. Nell’attesa di poter riaprire i battenti di Villa dei Cedri per la mostra che la prossima primavera, si spera, inaugurerà la stagione espositiva 2021 lavora alacremente ad alcuni progetti che ha deciso di anticipare per sfruttare questo periodo di inattività forzata. A causa dell’emergenza sanitaria si è infatti deciso di rinunciare all’allestimento della mostra autunnale che si sarebbe prolungata fino all’inizio dell’anno venturo. Ci sono dunque tre mesi abbondanti di tempo per pianificare e realizzare iniziative che contribuiranno a valorizzare ulteriormente l’attività culturale proposta negli spazi del museo e nel suo magnifico parco. «Proprio nel parco la prossima settimana installeremo una scultura di Flavio Paolucci che abbiamo acquistato espressamente per far crescere la proposta artistica al di fuori delle sale espositive di Villa dei Cedri. Stiamo inoltre finalizzando l’audioguida che raccolta la storia della Villa, del suo parco e del museo» ci racconta con l’entusiasmo che la contraddistingue e che le difficoltà legate alla pandemia di SARS-CoV2 non hanno scalfito. Pandemia che, come detto, ha permesso di allestire una solo mostra. Inevitabile, dunque, la netta flessione del numero di visitatori. Il conteggio esatto non è ancora disponibile, ma l’esposizione «Hortus conclusus. L’illusione di una paradiso» dedicata all’arte contemporanea e proposta da giugno a ottobre ha fatto registrare circa 1.500 ingressi. «Si tratta di un risultato leggermente inferiore rispetto a quelli registrati dalle mostre primaverili che abbiamo allestito gli scorsi anni. Nel confronto con il 2019, quando i visitatori erano stati oltre 6.000 con un incremento rispetto all’anno precedente, bisogna considerare che in questo tribolato 2020 a causa del virus abbiamo perso quasi sei mesi del Museo comprendenti, in particolare, il periodo della Pasqua che per noi è molto importante» precisa la direttrice di Bellinzona Musei.

Battuta d’arresto forzata
La pandemia ha dunque frenato una tendenza positiva, messa peraltro in risalto anche nel messaggio municipale riguardante il mandato di prestazione tra la Città e l’ente autonomo. «Bellinzona Musei in questi anni è maturato e si sta sviluppando secondo una linea che sta portando dei risultati positivi in termini di visibilità, di posizionamento nel panorama museale svizzero e anche in termini di donazioni e visitatori» recita il messaggio. Detto dei visitatori, soffermiamoci sulla visibilità di Villa dei Cedri e sul suo posizionamento nel panorama museale svizzero. «Oltre a sviluppare in rete e sui social la nostra strategia di promozione delle mostre ma anche del museo stesso e del comparto nel quale è inserito – spiega la nostra interlocutrice -, abbiamo organizzato insieme alla Città dei viaggi stampa che hanno portato ad un’importante presenza di Villa dei Cedri e delle sue esposizioni nei media svizzeri al di fuori del Ticino». Sempre in tema di visibilità, il museo sarà presente nel futuro Visitor Center che la Città aprirà in piazza Collegiata al pian terreno dello storico palazzo di BancaStato. «Potrà esser l’occasione di presentare le nostre esposizioni ai turisti che arrivano a Bellinzona e anche di proporre i prodotti che da qualche tempo offriamo nel nostro shop a Villa dei Cedri».

Shop e Café del parco
Lo shop, appunto. Per lo spazio-vendita del museo si pensa da tempo a una nuova collocazione. Dovrebbe potersi insediare nella dépendance di Villa dei Cedri insieme al Café del parco liberando gli spazi di accoglienza/cassa all’entrata del museo. «Prima si tratta però di trovare una nuova collocazione per i nostri uffici. Poi sarà necessario allestire un business plan sulla scorta delle indicazioni che scaturiranno dagli approfondimenti che intendiamo eseguire insieme ai professionisti della ristorazione». Detto in altri termini, il progetto richiederà ancor tempo. Lo stesso dicasi per il destino dello stabile ex Balbiani: l’edificio non fa parte del contesto storico di Villa dei Cedri, non risponde nello stato attuale alle vigenti esigenze e di conseguenza non potrà accogliere né gli uffici, né la biblioteca del Museo. Dovrebbe invece essere sostituito a lungo termine da una nuova costruzione. A medio termine potrebbe invece essere trasformato in modo da accogliere una sala conferenza riunione, uno spazio di laboratorio per scolaresche e adulti (oggi le attività si svolgono nelle sale espositive del museo) con possibilità di affitto da esterni.

Nuove risorse cercansi
Questa, come detto è musica del futuro. Per poterla suonare saranno necessari importanti investimenti. Ma anche per quanto riguarda la cosiddetta gestione corrente si è raggiunto il massimo con le risorse a disposizione. «Il nostro budget è invariato dal 2016 malgrado i costi per l’infrastruttura siano aumentati» rileva Carole Haensler. Ed anche nel messaggio sul mandato di prestazione per il 2021 è scritto a chiare lettere che fino ad ora lo sviluppo del museo di Villa dei Cedri «è stato possibile gestirlo con il contributo annuale erogato dal Comune (1 milione di franchi, ndr.), sommato ai contributi esterni e alle donazioni raccolte. Ora però, secondo il Consiglio direttivo, l’ente non è in grado di procedere ad ulteriori passi fondamentali per la sua crescita e il suo sviluppo senza aumentare le risorse a disposizione». Il messaggio è stato lanciato forte e chiaro. Ora tocca alla politica dare una risposta.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Bellinzona
  • 1
  • 1