Bellinzona

Il PS dice no all’iniziativa

La sezione socialista cittadina non sosterrà il testo in votazione domenica 19 maggio - Decisione presa dopo una lunga e accesa discussione

 Il PS dice no all’iniziativa
(foto Reguzzi)

Il PS dice no all’iniziativa

(foto Reguzzi)

BELLINZONA - Sono saliti sul treno diretto a Castione i socialisti di Bellinzona. E non hanno avuto nemmeno tanti dubbi. Con 37 sì, 7 no e 2 astensioni stasera l’assemblea della sezione cittadina del PS ha deciso di non sostenere l’iniziativa popolare generica “Giù le mani dalle Officine: per la creazione di un polo tecnologico-industriale nel settore del trasporto pubblico” in votazione domenica 19 maggio. La discussione (durata quasi due ore) è stata a tratti accesa, ma alla fine è spuntata la linea del comitato ed appoggiata, fra agli altri, dal sindaco Mario Branda e dal granconsigliere Henrik “Bingo” Bang. Di fronte alla prospettiva di veder sorgere un moderno stabilimento industriale da 360 milioni di franchi quanto ventilato nel 2008 dagli operai è stato ritenuto ormai superato dagli eventi. «Dobbiamo guardare avanti. Quello che abbiamo deciso mesi fa, sostenendo il contributo cittadino di 20 milioni di franchi, qualcosa deve pur valere. L'iniziativa si pone come alternativa, in termini di contenuti e di forma, al moderno sito industriale. Il progetto di Castione è ottimo, non buono. La nostra sezione non può chiudere gli occhi e fare finta di niente. Deve profilarsi perché noi siamo forti. Dobbiamo assumerci la responsabilità di questo tema come di altri. Noi socialisti dobbiamo trovare una soluzione per l'Officina se desideriamo continuare a governare Bellinzona», ha affermato il sindaco Mario Branda.L'ex municipale di Giubiasco Fredy Züger aveva chiesto di lasciare libertà di voto come fatto dal PS cantonale: «Evitiamo altri litigi al nostro interno». Cerchiamo, ha aggiunto il membro di comitato Alessandro Robertini, «di non fare la figura da cioccolatai sostenendo il NO quando mancano dieci giorni al voto mentre le altre sezioni socialiste del Ticino si sono espresse per il SI». Il granconsigliere Henrik "Bingo" Bang ha per contro reso attenti del fatto che le FFS «hanno già detto che le attuali attività svolte alle Officine non le faranno in quelle nuove. E l'iniziativa chiede proprio di rilevare tutte le attività». Le Ferrovie, per l'architetto Renato Magginetti, hanno preso dei soldi pubblici da Cantone e Città senza avere ancora fornito il piano industriale e i «nostri politici si sono piegati alle loro decisioni».

Nessun finanziamento per il NO

Il PS della Turrita è stato per contro compatto nel respingere la proposta avanzata dal sindaco Mario Branda di sostenere finanziariamente (con un importo di poche migliaia di franchi) il Comitato del NO all'iniziativa "Giù le mani". I "compagni" a larga maggioranza hanno deciso a tarda serata di soprassedere. Se la discussione sul sostegno o meno all'iniziativa aveva diviso la sala, la compattezza è stata ritrovata nell'affossare l'eventualità di aprire il borsello «per chi dei nostri soldi non ha certamente bisogno», è stato sottolineato da alcuni presenti. «È inoltre una questione di principio e di rispetto nei confronti degli operai delle Officine», si è inoltre osservato.

Commissione cerca per il presidente

I “compagni” dovevano infine nominare il nuovo presidente al posto del dimissionario Gilbert Jorio, il quale ha guidato la sezione nei primi due anni post-aggregativi, lasciando lo scorso febbraio per motivi professionali (gli era subentrato, ad interim, il vice Luciano Bolis). Ebbene, è stata accolta la proposta arrivata dalla sala di istituire una Commissione cerca per trovare il futuro timoniere e i membri di comitato che guideranno il PS nell'anno che porta alle elezioni dell'aprile 2020.In apertura di assemblea il sindaco Mario Branda («in questi primi due anni è stato fatto tanto ma altrettanto resta da fare entro il 2030: la costituzione del polo di ricerca biomedica, la valorizzazione dei castelli e il nuovo ospedale alla Saleggina»), il municipale Roberto Malacrida («la qualità pedagogica della nostra scuola è molto buona e la sensibilità rispetto al problema dell'inclusione è importante») ed il capogruppo in Consiglio comunale Renato Züger («anche finanziariamente la Città ha un futuro») avevano fatto il punto su quanto fatto, rispettivamente, in seno all’Esecutivo e nel Legislativo.

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