BELLINZONA

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

Moltissimi i giovani che hanno sfilato lungo il viale Stazione Bellinzona per chiedere alla politica e all’economia delle misure incisive per evitare il peggioramento della situazione che già appare irreversibile - LE FOTO E I VIDEO

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente
«Giù le mani dal nostro futuro». (Foto CdT)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

«Giù le mani dal nostro futuro». (Foto CdT)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente
In piazza Collegiata. (Foto CdT)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

In piazza Collegiata. (Foto CdT)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente
(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente
(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente
(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente
(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente
(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente
(Foto Reguzzi)

Il «serpentone» che ha a cuore l’ambiente

(Foto Reguzzi)

BELLINZONA - «Svegliarci noi per svegliare tutti!». «Ci sono le soluzioni, fermate le emissioni». «Chi inquina paga!». «L’uomo è come il serpente che si mangia la coda per sopravvivere».

Erano di più, molti di più della manifestazione andata in scena sempre nella capitale lo scorso 2 febbraio. Allora sfilarono in un migliaio agitando molti degli striscioni visti anche oggi pomeriggio, quando a far sentire la loro voce lungo il viale Stazione a Bellinzona sono stati in almeno 3.000. Dallo scontato “Salviamo il clima” a quel “Giù le mani dal nostro futuro” che ha ricordato le grandi adunanze del 2008 quando si protestava per salvare le Officine FFS dallo smantellamento. La marcia di un mese e mezzo fa è stata il preludio, la prova generale, dello sciopero studentesco che ha interessato moltissimi giovani delle scuole medie superiori del Cantone. Il movimento che, spronato dalla 16.enne attivista svedese Greta Thunberg (la ribelle con le treccine che ha lasciato a bocca aperta i leader mondiali al WEF di Davos), ha invaso le piazze di mezza Europa è arrivato anche da noi. In Svizzera, denominato “Klimastreik”. In Ticino.

A sud delle Alpi in mattinata gli allievi che hanno incrociato le braccia negli istituti che hanno aderito (dai licei di Lugano 1 e 2 a quelli di Bellinzona e Mendrisio) hanno riflettuto sullo sviluppo sostenibile e sul cambiamento climatico con conseguenze viepiù gravi. È stato lanciato un messaggio chiaro all’economia ma, soprattutto, alla politica. Tant’è che alla presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli è stata consegnata la petizione (corredata da oltre 4.500 firme) che chiede degli interventi decisi e puntuali per evitare il peggioramento di una situazione che già appare purtroppo irreversibile: rendere gratuito l’utilizzo dei trasporti pubblici per i giovani in formazione; ridurre la produzione di emissioni inquinanti da parte delle imprese ticinesi o che operano a sud delle Alpi; ridurre l’impatto ambientale degli enti pubblici, attraverso una modernizzazione delle strutture e una minore produzione di rifiuti; il trasferimento del traffico merci su rotaia.

Il colorato e rumoroso «serpentone» è partito da Largo Elvezia diretto in modo pacifico in piazza Governo (dopo una sosta in piazza Collegiata), suscitando la curiosità degli increduli cittadini, dove si è svolta la parte ufficiale. «La politica ha sonnecchiato di fronte all’eterna emergenza. Per fortuna ci siamo noi a risvegliare le coscienze», ha affermato Luca, studente del Coordinamento cantonale. Gli ha fatto eco Seraina, la quale ha sottolineato che «stiamo giungendo a un punto di non ritorno, purtroppo. La Terra necessita rispetto e non di insaziabile profitto e di delirio del consumismo». Prima di consegnare la petizione, i presenti hanno chiuso gli occhi per un minuto. In segno di protesta di fronte a chi non fa nulla per il clima. Il clima loro. Il clima di tutti.

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