Il tabù di Riviera verso il 5 aprile

Elezioni comunali

Il Municipio al completo cerca la riconferma mentre la questione della poltrona di sindaco non viene citata pubblicamente - Il PPD vorrà riprendersi il seggio più ambito occupato oggi dal PLR? Intanto i Verdi debuttano accanto al PS

Il tabù di Riviera verso il 5 aprile
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Quattro forze politiche che cercano di mantenere le rispettive posizioni, 7 municipali su 7 che mirano alla conferma e soprattutto la sfida per la carica di sindaco. In Riviera (dove spostiamo il focus dopo il servizio dedicato a Biasca) si fa pretattica, o forse si vogliono semplicemente evitare «gufate», e nessuno ne parla pubblicamente: ma il vero enjeu delle prossime elezioni comunali potrebbe essere proprio la lotta per la conquista della poltrona più ambita, tema sinora tabù. Vero: il sindaco tecnicamente non si sceglierà il 5 di aprile, ma da quanto scaturirà dalle urne quel giorno si avrà una radiografia aggiornata dei rapporti di forza...

C’è cautela
Il PPD, che qui ha una delle sue roccaforti soprattutto in virtù della forte base azzurra lodrinese, intende rimanere in testa: nel 2017, giorno della prima elezione del nuovo Comune aggregato, aveva raccolto il 25,6% delle schede (419) «laureandosi» partito di maggioranza relativa e ottenendo tre seggi, tra cui quello di Raffaele De Rosa, che avrebbe poi vinto la sfida per diventare sindaco contro il liberale radicale Alberto Pellanda. Il quale ha poi avuto la strada spianata la scorsa primavera, quando lo stesso De Rosa ha lasciato il Municipio dopo l’elezione in Consiglio di Stato, con la sezione PPD di Riviera che ha deciso di non candidare un proprio esponente alla carica più importante.

Cosa faranno, stavolta, i popolari democratici? Cercheranno di riprendersi lo scranno principale con uno dei loro eletti? Oppure anche stavolta rinunceranno? Il comunicato con cui la sezione ha reso pubbliche le liste non accenna alla questione, limitandosi a citare come obiettivo concreto «la riconquista dei tre seggi in Municipio». Idem il PLR: l’obiettivo è la conferma dei due seggi nell’Esecutivo. Per gli azzurri si ripresentano i tre uscenti: Giulio Foletti (vicesindaco che nel maggio scorso era entrato in linea di conto per un’eventuale candidatura alla carica di sindaco), Fulvio Chinotti e Ulda Decristophoris (subentrata a De Rosa); con loro in lista anche tre giovani. Da parte loro i liberali – tre anni fa al 23,4% con 383 schede – schierano il sindaco uscente Alberto Pellanda, un veterano della politica locale, e l’altro municipale in carica Ivan Falconi, che a dicembre aveva lanciato l’idea di elezioni tacite così da permettere continuità nella costruzione del nuovo Comune senza interruzioni alle urne, opzione che non ha però avuto seguito. Anche il PLR propone una lista di sette candidati.

Destra e sinistra
Nessun proclamo particolare nemmeno dalla terza e dalla quarta forza politica, sempre relativamente alla percentuale di schede raccolte tre anni fa: Lega-UDC-Indipendenti (13,4) e Partito socialista (12,9), che nel caso di più proposte per la carica di sindaco potrebbero per altro fungere da ago della bilancia. Separati nel 2017 da sole otto schede, entrambi presentano gli uscenti, rispettivamente Sem Genini e Igor Cima, con l’obiettivo di confermare il proprio seggio. Da notare che il PS cavalca l’onda verde unendosi proprio agli ecologisti, sinora assenti sulle liste del Comune. Andrà dunque valutata la variabile «green», che non dovrebbe comunque rompere più di tanto gli equilibri elettorali consolidati. Degno di nota il fatto che Destra e Sinistra, come il PPD, presentano diversi giovani, favorendo in tal senso un certo ricambio generazionale.

I quartieri
Vi è poi la questione dei quartieri: oggi Cresciano detiene ben 3 seggi su 7, e diversi candidati provengono da quel paese: gli altri si mobiliteranno maggiormente per aumentare la propria rappresentanza? Altro fattore da considerare è quello che in sostanza nel 2017 costituiva il secondo «partito», quello delle schede senza intestazione (a quota 24,7%, dietro solo al PPD). Chi non si riconosce in alcun partito continuerà su questa strada oppure si orienterà verso qualche formazione politica, spostando gli equilibri consolidati? Lo sapremo domenica 5 aprile, giorno verrà eletto pure il Legislativo.

Alberto Pellanda (a destra) guida il Municipio dopo l’elezione in Consiglio di Stato di Raffaele De Rosa, qui al suo fianco. ©CdT/Archivio
Alberto Pellanda (a destra) guida il Municipio dopo l’elezione in Consiglio di Stato di Raffaele De Rosa, qui al suo fianco. ©CdT/Archivio
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