Impianto fotovoltaico lungo l’A2 abbinato alle pareti antirumore? Pollice verso del Municipio

bellinzona

Uno studio di fattibilità eseguito dall’Azienda multiservizi Bellinzona mette in luce diverse criticità

Impianto fotovoltaico lungo l’A2 abbinato alle pareti antirumore? Pollice verso del Municipio
A giudizio dell’Esecutivo cittadino la posa dei pannelli il cavalcavia di Via Lepori e l’area di servizio autostradale di Bellinzona Nord non è tecnicamente né economicamente sostenibile. © CdT/Archivio

Impianto fotovoltaico lungo l’A2 abbinato alle pareti antirumore? Pollice verso del Municipio

A giudizio dell’Esecutivo cittadino la posa dei pannelli il cavalcavia di Via Lepori e l’area di servizio autostradale di Bellinzona Nord non è tecnicamente né economicamente sostenibile. © CdT/Archivio

Realizzare un impianto fotovoltaico lungo la parete antirumore che verrà posata a lato dell’autostrada A2 non è tecnicamente né economicamente sostenibile. È quanto ritengono Municipio e Azienda multiservizi Bellinzona (AMB) sulla scorta delle informazioni attualmente in loro possesso. Nel rispondere ad una interpellanza, poi trasformata in interrogazione, del consigliere comunale Lisa Boscolo (Sinistra unita), l’Esecutivo cittadino evidenziamo come, dopo aver preso contatto con l’Ufficio federale delle strade (USTRA) nel corso dell’estate 2020, AMB ha svolto uno studio di fattibilità per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico nel tratto dell’A2 compreso tra il cavalcavia di Via Lepori e l’area di servizio autostradale di Bellinzona Nord per una lunghezza di poco superiore al chilometro. Si è in particolare ipotizzata la posa dei moduli in verticale per una lunghezza di circa 650 metri, mentre per i rimanenti 450 metri i moduli sarebbero stati posizionati con un’inclinazione di 60 gradi, comportando una sporgenza di 112 centimetri.

Tanti ostacoli da superare

Ebbene, detto studio ha evidenziato diverse criticità: l’orientamento delle pareti foniche non è ideale da un punto di vista dell’irradiazione solare, in particolare nel caso di una posa verticale dei pannelli; la realizzazione dell’impianto è subordinata all’approvazione di USTRA del concetto di posa, con la realizzazione delle predisposizioni per il fissaggio dei moduli e la verifica statica delle strutture in funzione del carico supplementare; l’allacciamento dell’impianto alla rete elettrica, previsto in corrispondenza di due distinti punti di consegna, comporta la realizzazione di una nuova tratta di rete in bassa tensione, in quanto AMB non dispone nelle vicinanze di infrastrutture adatte; rispetto ad un impianto installato sul tetto di un edificio, l’impossibilità di scegliere inclinazione e orientamento ottimali dei moduli, penalizza la produzione annua, a parità di potenza nominale installata. Inoltre, lo sviluppo su una lunghezza superiore ad un chilometro, implica una ridotta densità energetica, con conseguente maggiore lunghezza e complessità dei cablaggi. Ma su tutti, sorgerebbe un problema per quel che concerne gli interventi di manutenzione: il Consorzio correzione fiume Ticino reputa infatti che l’installazione di un impianto fotovoltaico risulti d’intralcio sia per le operazioni di sfalcio, sia per il ripristino degli argini a seguito dell’erosione del fiume o di forti precipitazioni. Operazioni effettuate con l’ausilio di macchinari di grandi dimensioni, che comporterebbero di conseguenza un elevato rischio di danneggiamento dei moduli. Per queste ragioni ha espresso un parere negativo. Da qui l’opinione che un siffatto impianto sia di difficile realizzazione.

Alternativa valida allo svincolo di Camorino

«AMB rimane nondimeno convinta che altre tratte sull’asse autostradale siano maggiormente idonee alla realizzazione di impianti solari e d’intesa con USTRA, intende considerare questa possibilità già in fase di progettazione di eventuali future nuove tratte di ripari fonici» rileva comunque il Municipio, rilevando che a dimostrazione dell’interesse per lo sviluppo di questa fonte alternativa «negli ultimi mesi si è fatta promotrice di ulteriori valutazioni e studi di fattibilità che hanno in particolare portato ad individuare una soluzione più interessante da realizzare lungo l’imponente muro edificato all’uscita di Bellinzona Sud a Camorino». La proposta prevede in particolare di posare su una lunghezza di circa 500 metri, una fila di moduli fotovoltaici per una potenza totale di circa 180 KWp. «AMB sta verificando quindi ora gli aspetti formali con USTRA (permessi, limitazioni, ecc.) per poter procedere appena possibile con la sua realizzazione» conclude l’Esecutivo cittadino sottolineando come questo progetto sia una dimostrazione concreta della volontà di sostenere proattivamente lo sviluppo dell’energia fotovoltaica sul territorio.

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