Iniziativa, a teatro il copione è lo stesso

Officine FFS

Un'ottantina di persone al Sociale di Bellinzona per la serata pubblica promossa da Modem della RSI sul testo in votazione domenica 19 maggio – I fronti rimangono granitici e fermi sulle loro posizioni

Iniziativa, a teatro il copione è lo stesso

Iniziativa, a teatro il copione è lo stesso

BELLINZONA - Con tutto il rispetto per i relatori, c’era più interesse per vedere quanti cittadini sarebbero stati presenti che non per sentire quello che avrebbero detto coloro che sedevano sul palco, considerato che le loro argomentazioni sono ormai arcinote. E stasera il teatro Sociale di Bellinzona è stato ben frequentato; tra il pubblico un'ottantina di persone, compresa la direttrice della Regione Sud delle Ferrovie Roberta Cattaneo, il direttore dell'Officina Francesco Giampà, il direttore del Centro di competenza Simone Bernasconi, autorità politiche cittadine e numerosi operai. In scena è andata la serata speciale promossa da Modem, della RSI, sull’iniziativa popolare legislativa generica intitolata “Giù le mani dalle Officine: per la creazione di un polo tecnologico-industriale nel settore del trasporto pubblico” in votazione domenica 19 maggio. A sostegno di quanto auspicano i rappresentanti delle maestranze dal 2008 (quando la loro richiesta fu sottoscritta da 14.768 ticinesi) sono intervenuti il leader dello sciopero e presidente dell’associazione Giù le mani dall’Officina Gianni Frizzo e l’ex sindacalista del SEV Pietro Gianolli. Contro, invece, si sono schierati il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta ed il sindaco della Turrita Mario Branda. Se i primi hanno ribadito che l’iniziativa è l’unica via per mantenere gli attuali posti di lavoro e le attività svolte allo stabilimento industriale aggiungendone di innovative, i secondi hanno dal canto loro sottolineato che il testo è ormai superato, nel senso che un progetto serio e concreto per garantire un futuro al sito produttivo ora c’è, ed è quello che prevede la realizzazione entro il 2026 del moderno impianto da 360 milioni di franchi a Castione che impiegherà 200-230 operai. E dal pubblico, sono giunte sollecitazioni? Pochissime, a dire il vero. Segnaliamo l'intervento del granconsigliere del Movimento per il socialismo e sindacalista Matteo Pronzini, il quale ha sottolineato che "in Ticino abbiamo bisogno di lavoro e invece le autorità comunali e cantonali si accodano alle Ferrovie”. Al deputato ha risposto il sindaco Mario Branda: "Non ho mai visto creare posti di lavoro attraverso un decreto legislativo, se dovesse passare l'iniziativa. Non siamo mica in Venezuela!". Mentre Paola Casagrande di Bellinzona, già candidata per l'MPS, ha chiesto alle FFS di ridare il terreno al Patriziato di Daro che l'aveva donato all'ex regia federale a fine Ottocento: "È una questione di dignità".

Come sostiene il poeta brasiliano Paulo Coelho, “la vita è il treno, non la stazione ferroviaria”. Fra un mese e due giorni sapremo su quale convoglio saliranno le nuove Officine.

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