Processo

Inseguì la moglie con un’ascia: verrà curato

Condanna sospesa per il 49.enne kosovaro della Riviera che aveva minacciato la congiunta e le aveva lanciato un tavolino senza colpirla: a breve dal carcere verrà trasferito in una struttura specializzata per un trattamento psichiatrico e contro l’alcol - Nel frattempo la coppia ha fatto la pace, i baci alla fine del breve processo

Inseguì la moglie con un’ascia: verrà curato
Foto Reguzzi

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LUGANO - Come cambiano le cose nello spazio di qualche mese. Lo scorso agosto a Biasca un 49.enne kosovaro, ubriaco, aveva inseguito la moglie con un’ascia, aveva tentato di colpirla lanciando un tavolino dal balcone e le aveva sfasciato il parabrezza dell’auto. Oggi al termine di un breve processo a Lugano i due si sono baciati sperando di vedersi presto di nuovo a casa. L’uomo, in carcere dal giorno della furibonda lite domestica, è stato condannato a una pena di 15 mesi, sospesi per favorire le cure. A breve verrà infatti trasferito in una struttura specializzata in cui verrà verrà sottoposto a un trattamento psichiatrico e contro l’abuso di alcol. «Le faccio i miei auguri, si impegni davvero anche per la signora là dietro» ha affermato la giudice Manuela Frequin Taminelli, presidente della Corte delle Assise correzionali, rivolgendosi all’imputato e facendo riferimento alla moglie, che nei pochi minuti del dibattimento sorrideva alle parole del marito alla sbarra, difeso dall’avvocatessa Sandra Xavier. I coniugi nel frattempo hanno fatto la pace. Nel corso di un’udienza preliminare convocata lo scorso mese dalla giudice, le parti hanno convenuto che la configurazione più corretta del reato fosse di tentate lesioni gravi (oltre che minaccia, ingiuria ripetuta, danneggiamento e vie di fatto), anziché quella di tentato omicidio inizialmente ipotizzata dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas.

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