IL CASO

L’omicida del Ceneri di nuovo a processo

Il 34.enne è accusato di essere ai vertici di un importante traffico di stupefacenti nel Bellinzonese e nel Locarnese - Comparirà alla sbarra di fronte alle Assise criminali ad inizio ottobre

L’omicida del Ceneri di nuovo a processo
(Foto Archivio CdT)

L’omicida del Ceneri di nuovo a processo

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L’omicida del Ceneri di nuovo a processo

L’omicida del Ceneri di nuovo a processo

Comparirà alla sbarra fra meno di un mese. E per lui non sarà certo una novità. Come appreso ieri dal Corriere del Ticino, lunedì 7 e martedì 8 ottobre, alle Assise criminali, verrà celebrato il processo a carico del 34.enne di nazionalità svizzera che esattamente dieci anni fa uccise un anziano del Bellinzonese nell’area di sosta autostradale del Monte Ceneri. L’uomo, difeso dall’avvocato Elio Brunetti, è accusato di essere ai vertici (assieme ad un’altra persona, già nota alla giustizia ticinese, come vedremo in seguito) di un importante traffico di stupefacenti che negli ultimi due anni ha interessato prevalentemente la nostra regione ed il Locarnese. L’imputato respinge ogni addebito; è rinchiuso nel carcere giudiziario de La Farera da poco più di un anno dopo esservi uscito nel 2016.

Il fatto di sangue del 2009

Il nome del 34.enne ticinese era emerso la scorsa fine di maggio, dopo che la Magistratura e la Polizia cantonale avevano comunicato di aver concluso una vasta operazione antidroga che aveva portato all’arresto di otto persone. Fra di loro, appunto, figura anche il giovane che la sera del 22 agosto 2009 uccise un 81.enne nell’area lungo l’A2 «Al Motto» sul Ceneri. L’allora 24.enne aveva dapprima tirato una gomitata all’anziano e poi gli aveva sferrato due calci quando quest’ultimo era a terra. A scatenare la reazione del giovane erano state delle avance di tipo sessuale. Nella primavera 2012 la Corte di appello e revisione penale ne aveva confermato la colpevolezza riducendo però da 9 a 8 gli anni di reclusione inflittigli alle Criminali nel luglio 2011 per omicidio intenzionale con dolo eventuale.

Adesso, come detto, il 34.enne deve rispondere di un reato meno grave ma che - in caso di condanna - lo obbligherebbe a trascorrere ancora del tempo in prigione. L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore generale Nicola Respini, coadiuvato dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri, ha portato alla luce un traffico complessivo di 10 chilogrammi di droga (cocaina ma non solo) perlopiù nel Bellinzonese, in Valle di Blenio, nel Locarnese, in altre regioni ma pure nei Grigioni. Ai polsi di otto persone sono scattate le manette, mentre altre 50 sono state denunciate a piede libero sempre per reati connessi alla vendita ed al consumo di stupefacenti. Dietro le sbarre è finito anche il 34.enne, il quale secondo l’accusa era ai vertici del commercio illecito.

Un «giro» di quattro chilogrammi

Stando a quanto appurato dal CdT, all’imputato viene rimproverato un «giro» di 4 chili. Accuse che, come detto in precedenza, respinge in modo categorico. Secondo gli inquirenti, tuttavia, l’attività illegale era proprio coordinata dall’omicida del Ceneri unitamente ad un cittadino macedone nella cui abitazione di Lottigna nel 2018 la Magistratura aveva sequestrato un quintale di hashish, oltre un etto di cocaina ed 8 chili di marijuana. Lo scorso 18 aprile il 53.enne era stato condannato alle Correzionali a 24 mesi (di cui solo la metà da espiare) e all’espulsione dalla Svizzera per sette anni.

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