L’urlo di Loderio: «Proteggeteci!»

Buzza

Lettera degli abitanti della frazione di Biasca al Consiglio di Stato: «Tra depositi e discariche abbiamo già fatto troppi sacrifici»

L’urlo di Loderio: «Proteggeteci!»
La Buzza di Biasca. ©CdT/Archivio

L’urlo di Loderio: «Proteggeteci!»

La Buzza di Biasca. ©CdT/Archivio

Amarezza. È quanto esprimono 38 abitanti di Loderio, frazione di Biasca, per i sacrifici fatti in 30 anni di mega-cantieri. In una lettera al Consiglio di Stato, ispirandosi a una lettera al giornale firmata da Patrick Morger, ricordano come tutto ha avuto inizio con l’estrazione di inerti per il cantiere autostradale dell’A2», per poi proseguire con il trasporto del materiale di scavo proveniente da AlpTransit. «Ora la creazione di una discarica per deporre scarti di materiale dell’edilizia che si presume abbia la durata di un lustro». Materiale che, ipotizzano i firmatari della lettera, potrebbe contenere amianto, che a sua volta potrebbe compromettere le le locali sorgenti dell’acqua potabile, in una zona che per altro è «protetta a livello nazionale con riconoscimenti internazionali di valore naturalistico e paesaggistico». «Quale sarà il prossimo atto?», chiedono i cittadini di Loderio. I quali formulano quindi tre richieste al governo cantonale. La prima: «La nostra regione sia protetta dalle ormai insopportabili attività industriali (lavorazione degli inerti e estrazione del granito)». La seconda: «Nella nostra zona siano regolamentati i voli in elicottero e l’uso dello stand di tiro e l’appostazione per i cacciatori, nel rispetto della popolazione residente». La terza: «Siano proibiti i selvaggi raduni notturni con produzioni musicali di dubbia qualità». Chiedono infine «se il Consiglio di Stato sia già in possesso di un progetto o di uno studio chiaro e concreto su quanto si intende realizzare e regolamentare nella regione». In conclusione nella lettera si esprime l’auspicio «che Loderio possa godere di una reale tutela a beneficio di tutta la comunità ed in particolare delle future generazioni».

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