La Chiè d’Lena di Dalpe futura sede di scuola montana della Città

Bellinzona

In dirittura d’arrivo il progetto per il recupero dello storico edificio donato agli allora Comuni di Giubiasco e Sementina

 La Chiè d’Lena di Dalpe futura sede di scuola montana della Città

La Chiè d’Lena di Dalpe futura sede di scuola montana della Città

 La Chiè d’Lena di Dalpe futura sede di scuola montana della Città

La Chiè d’Lena di Dalpe futura sede di scuola montana della Città

 La Chiè d’Lena di Dalpe futura sede di scuola montana della Città
L’antica casa rurale nel nucleo del paese altoleventinese presto potrà accogliere gli scolari bellinzonesi. ©CdT/Archvio

La Chiè d’Lena di Dalpe futura sede di scuola montana della Città

L’antica casa rurale nel nucleo del paese altoleventinese presto potrà accogliere gli scolari bellinzonesi. ©CdT/Archvio

La Chiè d’Lena, donata nel 2013 dal Comune di Dalpe agli allora Comuni di Giubiasco e Sementina, diventerà una delle possibili sedi di scuola montana delle scuole cittadine. Così il Municipio di Bellinzona risponde all’interpellanza di Luigi Calanca. Il consigliere comunale indipendente, che lo scorso aprile non è più stato rieletto in seno al Legislativo chiedeva cosa si intendesse con il termine «ripresa del progetto definitivo» indicato nel preventivo 2021 della Città al riguardo dell’antica casa rurale nel nucleo del paese altoleventinese. Ebbene, il Municipio precisa che si tratta di un’aggiunta di mandato per l’aggiornamento del progetto definitivo e del relativo preventivo. Un passo necessario per completare l’incarto secondo quanto richiesto nella licenza edilizia e nell’avviso cantonale e giungere così alla richiesta del credito esecutivo all’indirizzo del Consiglio comunale. Come detto, il progetto di recupero prevede che la Chiè d’Lena diventi una delle sedi di scuola montana per le scuole cittadine. «Considerando il numero di allievi e di sezioni dell’istituto scolastico della nuova Città e delle sue zone - precisa a tal proposito il Municipio - la possibilità di avere a disposizione una struttura supplementare fuori sede (per le settimane bianche, così come per quelle verdi, ndr.) faciliterà il compito alle direzioni scolastiche. A maggior ragione una struttura supplementare di proprietà della Città, che non dovrà dunque preoccuparsi di riservarla con largo anticipo, come avviene oggi con le altre strutture di terzi». Una possibilità in più, dunque, che non pregiudicherà l’utilizzo di altre strutture.

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