La Città dai piedi di argilla e le sue paure

FINANZE

Bellinzona, via libera del Legislativo al consuntivo 2020 chiusosi con un disavanzo di 6,95 milioni di franchi - Le critiche sono giunte da tutti gli schieramenti politici, preoccupati per il futuro tutt’altro che roseo - Il sindaco Mario Branda: «Siamo chiamati a reinventarci»

La Città dai piedi di argilla e le sue paure
Palazzo Civico. © CdT/Chiara Zocchetti

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La Città dai piedi di argilla e le sue paure
© CdT/Chiara Zocchetti

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© CdT/Chiara Zocchetti

Non è certo la fotografia poetica e suggestiva fornita nei suoi quadri, nella prima metà dell’Ottocento, dal pittore inglese William Turner. Bellinzona, attraverso gli acquarelli, era raffigurata in modo romantico e decisamente idealizzato. Ben altra immagine hanno dato della Città, stasera, tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale. La discussione sul consuntivo 2020 (chiusosi con un disavanzo di 6,95 milioni di franchi) ha permesso ai partiti storici e all’opposizione di elencare quello che non va e, soprattutto, di indicare dove secondo loro si dovrebbe intervenire per far uscire la capitale dall’impasse.

Tra inciampi e pandemia

Perché tale è, non giriamoci troppo attorno. Vero, la vicenda dei sorpassi di spesa prima e la pandemia poi hanno momentaneamente tarpato le ali allo sviluppo socioeconomico della Turrita aggregata. Ma hanno altresì evidenziato in modo impietoso la fragilità del contesto finanziario nel quale è chiamato ad operare il Municipio, con importanti disavanzi previsti anche nei prossimi anni che potrebbero addirittura sfiorare i 10 milioni nel 2024. Una buona notizia, però, c’è: i conti alla fine sono stati approvati con 47 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astenuti.

Servono unità e coesione

La base da cui ripartire è questa. Far tesoro dello scambio di vedute avvenuto in seno al plenum e, soprattutto, di quanto emerso in occasione delle riunioni estive fra la Commissione della gestione e l’Esecutivo. Da soli non si va da nessuna parte. Serve l’unità di intenti, una strategia condivisa ed il più possibile condivisibile. L’emergenza sanitaria ha pesato sulle casse comunali per quasi 11 milioni, di cui la metà circa a causa di mancati introiti fiscali.

La Città dai piedi di argilla e le sue paure

In attesa del piano finanziario

Come risollevarsi? Il Municipio sta procedendo alla revisione della spesa, i cui primi risultati verranno illustrati in occasione della presentazione del Preventivo 2022. Nel frattempo ci hanno pensato i capigruppo (e non solo) a fornire delle possibili strade da percorrere. Ad aprire le danze è stata la relatrice del rapporto di maggioranza della Gestione, Silvia Gada (PLR): «Un risultato che fa riflettere e che crea non poca preoccupazione. Nel messaggio mancano dettagli fondamentali, come l’impatto concreto della COVID-19 sui conti della Città e sui singoli dicasteri. Idem per quanto riguarda il gettito fiscale. Terzo aspetto, non è chiaro quali correttivi sono stati introdotti dopo la vicenda dei sorpassi di spesa. Quarto, bisogna porre un freno alla politica di assunzione. Sarebbe inoltre utile disporre di un Piano finanziario finalmente aggiornato».

Per Damiano Stroppini (PLR) «il Municipio deve dedicare la massima attenzione ai progetti strategici. Auspichiamo maggior forza e leadership del Comune nei confronti degli enti autonomi che devono lavorare con più intraprendenza, diventando meno dipendenti dalle risorse messe a disposizione dalla Città».

Il passo secondo la gamba

Anche Lisa Boscolo (Unità di sinistra) ha sottolineato come «bisogna proseguire con i progetti strategici indispensabili per plasmare la capitale del futuro. E in quest’ottica, comunque, non va sottaciuto che vi sono ancora alcuni settori dell’amministrazione sottodimensionati, ad esempio quello concernente la socialità. La preoccupazione più grande del nostro gruppo è la revisione della spesa in corso. Non accetteremo tagli sui servizi pubblici».

Secondo Ivan Ambrosini (PPD) «i conti in rosso non sono da ricondurre esclusivamente alla pandemia. Come PPD da sempre auspichiamo un controllo rigoroso della spesa. Lo ribadiamo ancora oggi. Il consuntivo non lascia spazio all’ottimismo. Decisiva sarà la ridefinizione delle priorità. Impariamo a fare il passo secondo la gamba. Noi siamo pronti a valutare con occhio critico ma costruttivo ogni messaggio che ci verrà sottoposto».

Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda Lega e UDC, che per bocca di Luca Madonna hanno affermato che «il nostro è un lasciapassare non incondizionato. Approviamo i conti senza grande entusiasmo. L’impressione che abbiamo è infatti quella di un Esecutivo troppo chiuso in sé stesso, che comunica poco».

Sergi: «Le FFS cosa fanno?»

Ma la vera voce fuori dal coro, e non è affatto una novità, è stata quella di Giuseppe Sergi (Verdi-FA-MPS-POP), autore del rapporto di minoranza della Gestione. Ha precisato che «l’atteggiamento dei partiti storici contraddice parzialmente quanto contenuto nella relazione di maggioranza. Se vi sono delle criticità bisognerebbe giungere ad un’altra conclusione. Non sono sorpreso, beninteso. Alla fine i conti li si votano sempre, lo sappiamo purtroppo. Lasciatemi concludere con il destino del quartiere delle Officine: le FFS ci vogliono rivendere dei terreni che hanno ottenuto gratuitamente?». Per Marco Noi (Verdi) ed Alessandro Lucchini (Unità di sinistra) non bisogna dimenticare, rispettivamente, la sostenibilità e i quartieri, mentre Maura Mossi (Più Donne) ha posto l’attenzione sugli interventi alle canalizzazioni nel quartiere di Bellinzona.

Al termine degli interventi ha preso la parola il sindaco Mario Branda: «Negli ultimi 60 anni siamo stati una città amministrativa. Ora siamo chiamati a reinventarci, e l’aggregazione è lo strumento giusto. La pandemia non ci aiuta. Il 2020 è stato un anno problematico per diversi aspetti. Quando le finanze presentano dei deficit la situazione diventa ancora più difficile. Non sappiamo, ad esempio, quale sarà il gettito fiscale in prospettiva. Aumento del personale? Vero, in primis i docenti, gli agenti di polizia e nel settore delle Opere pubbliche. Bellinzona deve diventare un luogo dove oltre a vivere bene vi possano essere anche posti di lavoro qualificati. Penso, in primo luogo, al settore della ricerca, dell’innovazione e della biomedicina».

Il voto elettronico fa flop

In precedenza, dopo non pochi problemi a livello di voto elettronico tanto che si è dovuti tornare alla classica «alzata di mano», era stato dato il benvenuto alla neoconsigliera comunale Luana Rondelli Poretti (Unità di sinistra) subentrata a Nadia Ghisletta ed erano state accolte le dimissioni di Sabina Calastri (PLR, in carica dal 2017, lascia per motivi professionali) e di Simone Orlandi (UDC, eletto lo scorso aprile), l’ex funzionario della Sezione della circolazione finito sotto inchiesta un mese fa per traffico abusivo di targhe.

Bocciata, infine, la proposta di risoluzione avanzata dai tre esponenti dell’MPS che chiedeva al Municipio di ritirare il ricorso inoltrato al Tribunale federale contro due servizi radiotelevisivi sugli ospiti deceduti alla casa anziani di Sementina durante la prima ondata pandemica.

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