La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale

PROGETTO

Bellinzona: il Pretorio di viale Stefano Franscini verrà ristrutturato ed ampliato grazie ad un investimento di una cinquantina di milioni di franchi - Il cantiere si concluderà nell’autunno 2025 - Il futuro complesso ed il Tribunale penale federale saranno «uniti» da una piazza pubblica

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale
Ecco come si presenterà il complesso secondo il progetto elaborato dallo Studio Durisch+Nolli.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale

Ecco come si presenterà il complesso secondo il progetto elaborato dallo Studio Durisch+Nolli.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale
La facciata.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale

La facciata.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale
I corridoi.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale

I corridoi.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale
La futura aula principale a forma piramidale.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale

La futura aula principale a forma piramidale.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale
L’attuale Pretorio. © CdT/Gabriele Putzu

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale

L’attuale Pretorio. © CdT/Gabriele Putzu

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale
La facciata principale dello storico immobile. © CdT/Gabriele Putzu

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale

La facciata principale dello storico immobile. © CdT/Gabriele Putzu

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale
I consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi alla conferenza stampa odierna. © CdT/Gabriele Putzu

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale

I consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi alla conferenza stampa odierna. © CdT/Gabriele Putzu

Una «cittadella della giustizia» a due passi dal Palazzo delle Orsoline e dal Municipio di Bellinzona. Accanto al Tribunale penale federale (TPF), inaugurato (nella sede definitiva in viale Stefano Franscini) il 25 ottobre 2013, dall’autunno 2025 sorgerà il rinnovato Pretorio. Lo storico edificio, bene culturale d’importanza comunale, verrà ristrutturato ed ampliato con un investimento complessivo di una cinquantina di milioni di franchi secondo il progetto elaborato dallo Studio Durisch+Nolli di Massagno (che faceva parte della comunità di lavoro che ha realizzato lo stesso TPF). Soddisferà le nuove esigenze del TPF (il Consiglio federale, nel 2017, ha istituito la Corte d’appello indipendente, operativa da due anni, alla ricerca di una sede stabile) ed accoglierà inoltre la Pretura civile distrettuale, la Gendarmeria e la Polizia giudiziaria.

La soddisfazione del Governo

È toccato ai consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta nonché al capo della Sezione della logistica Giovanni Realini illustrare oggi alla stampa i contenuti del messaggio con il quale si chiede al Gran Consiglio un credito di 43,42 milioni di franchi. Parlamento che, ricordiamo, ha già stanziato 3,83 milioni per la progettazione. I relatori hanno ripercorso le tappe che hanno portato all’insediamento del TPF nella capitale ticinese, sottolineando altresì come con il previsto restyling dell’ex Pretorio si va a rafforzare la «collaborazione istituzionale fra l’autorità federale e quella cantonale».

Secondo i ministri gli stabili del TPF e del Pretorio rivestono «un’importanza strategica per l’assetto del viale, che si relaziona in modo diretto e ben percepibile con il quartiere governativo, il Castelgrande ed il nucleo». Si tratta, per farla breve, di due immobili che hanno fatto la storia di Bellinzona e per questo vanno conservati. Così è stato fatto per il complesso del Tribunale penale federale (già Scuola cantonale di Commercio) e così sarà per il futuro volto del Pretorio. Non a caso, anche di quest’ultimo, verrà conservata la facciata che dà sulla strada.

Quattro piani per tre inquilini

L’edificio si svilupperà su quattro livelli (più due interrati, dove verrà ricavato il parcheggio) che saranno suddivisi in questo modo: al pianoterra uffici, il primo piano ospiterà il TPF, mentre il secondo ed il terzo la Pretura civile e i servizi aggiuntivi della Polizia cantonale. Dovranno per contro essere collocati in un’altra sede - che, secondo il messaggio governativo, sarà comunque nella Turrita - l’Ufficio del registro fondiario di Bellinzona e l’Autorità di protezione riorganizzata. Nel dettaglio del progetto è entrata l’architetto Pia Durisch, la quale ha esordito con due premesse fondamentali: la necessità di garantire la continuità con quanto fatto per il TPF tutelando nel contempo dei beni protetti e l’esigenza/volontà di realizzare due edifici «simili ma non uguali, se non per quanto riguarda gli interni ed il colore delle facciate esterne».

L’agorà e le querce

L’attuale struttura a sud verrà demolita con un taglio preciso delle murature in sassi. Il resto, come detto, verrà salvaguardato. E poi vi sarà la nuova costruzione che sarà collegata, in alcuni punti, al «vecchio» complesso. Al centro troverà spazio l’aula principale del Pretorio con forma piramidale. Ma non è finita qui. Tra il TPF ed il Pretorio sorgerà una vera e proprio piazza con alberi (querce in primis) e una pensilina per il posteggio delle biciclette e dei motocicli il cui muro verso l’agorà sarà coperto da piante rampicanti. L’intero progetto sarà altresì sostenibile energeticamente grazie allo standard Minergie. La tempistica, per concludere. Fino alla primavera 2022 verrà affinato il progetto esecutivo. Il cantiere aprirà nel maggio dell’anno prossimo e si concluderà nel novembre 2025. Per Bellinzona ed il Ticino intero sarà un’altra giornata memorabile.

Ravecchia la sede provvisoria

In attesa di insediarsi dall’autunno 2025 nel rinnovato Pretorio di Bellinzona la Corte d’appello indipendente, operativa da due anni, dove andrà? Secondo quanto appreso dal CdT l’ipotesi decisamente più probabile resta quella dell’ex ospedale di Ravecchia, di proprietà di Armasuisse. Ossia della Confederazione. Come è noto la Città avrebbe voluto rilevare il complesso per creare la Casa della cultura (destinata ora all’ex oratorio di Giubiasco) e per ricavare spazio per il Dicastero opere pubbliche e ambiente, ma poi si era profilata Berna dicendo appunto che l’immobile poteva tornarle utile. E così l’acquisto era sfumato.

La «cittadella della giustizia» nel cuore della capitale
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Bellinzona
  • 1
  • 1