La qualità del territorio? Basta osare

Bellinzonese

Lo sviluppo edificatorio degli ultimi anni a Biasca ha fatto storcere il naso a numerosi cittadini - C’è chi chiede di seguire l’esempio di Monte Carasso: il paese grazie alle idee innovative dell’architetto Luigi Snozzi si è fatto conoscere in tutto il mondo

La qualità del territorio? Basta osare
La riqualifica dell’area dell’ex convento moncarassese ha fatto scuola. © CdT/Archivio

La qualità del territorio? Basta osare

La riqualifica dell’area dell’ex convento moncarassese ha fatto scuola. © CdT/Archivio

Lo sviluppo edificatorio è un tema che non preoccupa soltanto gli abitanti e le autorità delle città. Il fenomeno fa discutere anche in periferia. Ne è un esempio lampante Biasca (popolazione di oltre 6.000 anime), dove negli ultimi anni sul tavolo del Municipio sono giunte delle interpellanze che chiedevano, in sostanza, di intervenire per porre dei paletti in grado di perlomeno arginare il proliferare dei mattoni. L’Esecutivo ha sempre sottolineato l’intenzione di perseguire un duplice obiettivo: un «disegno di qualità», attraverso il cosiddetto sviluppo centripeto, e una «buona architettura».

Concetti peraltro più volte espressi nel masterplan elaborato nel 2015 e che, affinché possano essere messi in atto, necessitano di specifiche norme di Piano regolatore (Pr). L’importante strumento – fatta eccezione per delle revisioni di poco conto, per il rivisto Piano delle zone e per l’adozione del Piano particolareggiato di piazza Centrale – è rimasto praticamente immutato dall’inizio degli anni Novanta. La revisione generale, di cui si parla da oltre un lustro, è tuttora ferma nei cassetti dei preposti uffici cantonali.

Quelle norme in stand by

Inoltrato nel giugno 2018 al Dipartimento del territorio per l’esame preliminare, il Piano di indirizzo è in stand by. «Purtroppo il documento non è stato ancora ritornato impedendo di fatto il prosieguo della procedura», osserva in modo salomonico l’Esecutivo nel messaggio sul Preventivo 2020. Attualmente ogni domanda di costruzione deve in ogni modo tener conto del Pr in vigore, ma pure di quanto indicato nel Piano di indirizzo, aveva sottolineato il capodicastero Pianificazione urbanistica Omar Terraneo un anno fa rispondendo all’interpellanza del consigliere comunale PLR Raffaele Filippini. In quell’occasione non era stata negata l’accelerazione delle costruzioni riscontrata negli ultimi anni nel Borgo rivierasco e influenzata, in particolare, dalle dinamiche del mercato immobiliare e dal basso tasso degli interessi. Il tasso di sfitto, ricordiamo, è pari all’1,9%.

Sette lustri di impegno

Nel Borgo i terreni edificabili ancora disponibili sono parecchi. Ecco perché Raffaele Filippini è tornato alla carica proponendo di prendere esempio dall’ex Comune di Monte Carasso, oggi quartiere di Bellinzona. Nello spazio di sette lustri, dal 1979 al 2014, il paese ha cambiato volto grazie alle idee partorite dalla feconda mente dell’architetto Luigi Snozzi. Norme edilizie innovative hanno permesso di promuovere l’uso qualitativo del territorio. Il villaggio era in subbuglio: si doveva decidere dove realizzare la nuova scuola elementare. Il luogo prescelto era vicino all’autostrada. Ma alla fine si optò per una collocazione sorprendente: nel complesso dell’ex Convento delle Agostiniane, nel cuore dell’abitato.

Da quel momento Snozzi ha potuto beneficiare di ampi margini di libertà che ha sfruttato, riqualificando l’area come spazio pubblico e sviluppando un nuovo Pr. Concetti innovativi che hanno fatto conoscere Monte Carasso in tutto il mondo.

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