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Le neofite hanno espugnato anche un castello

Le specie vegetali esotiche contro cui la Città di Bellinzona spenderà 800.000 franchi devono essere combattute pure alla Casaforte dei Magoria a Claro - Intanto si riflette sul destino della costruzione: verrà sottoposta ad un’indagine archeologica

Le neofite hanno espugnato anche un castello
Le specie vegetali esotiche invadono il vecchio castello di Claro.

Le neofite hanno espugnato anche un castello

Le specie vegetali esotiche invadono il vecchio castello di Claro.

Si fanno largo anche a Claro le neofite invasive, contro cui la Città di Bellinzona prevede di spendere quasi 800.000 franchi fino al 2023 concentrandosi inizialmente sul quartiere centrale ma solo con mezzi meccanici, rinunciando alla chimica. Più precisamente l’invasione a cui deve far fronte l’autorità locale è quella riscontrato al castello medievale (noto anche come Casaforte dei Magoria) che proprio il Comune ha rilevato lo scorso anno a Claro con l’obiettivo di recuperarlo e valorizzarlo. Si tratta infatti di una costruzione pregiata risalente ai secoli XIV-XV. Di recente il Municipio di Bellinzona ha deliberato tramite incarico diretto (per 16.000 franchi) i lavori di disboscamento e di pulizia del fondo su cui sorge la costruzione, proprio perché lo stesso è infestato dalle neofite invasive. Si tratta di quelle specie vegetali esotiche introdotte dall’uomo al di fuori della loro area di diffusione naturale, intenzionalmente o accidentalmente, e sono capaci di propagarsi rapidamente compromettendo l’equilibrio del nuovo ambiente, che naturale o costruito, minacciando la biodiversità, mettendo a rischio la salute di specie animali, arrecando danni a manufatti e generando ripercussioni economiche.

Intanto il Gruppo di lavoro costituito negli scorsi mesi dal Municipio cittadino si è già messo al all’opera per identificare le possibilità future per l’edificio medievale. La prima riunione si è tenuta alla fine di luglio con un sopralluogo in cui si è pure preso atto dell’invasione della vegetazione infestante. Con il benestare dell’Ufficio dei beni culturali sono stati fissati i primi tre obiettivi: anzitutto, appunto, si tratta di effettuare una pulizia accurata con il disboscamento e l’eliminazione delle invasive; poi si tratta di effettuare un rilievo in 3D delle costruzioni presenti e dell’area circostante interessata dal progetto; infine il Servizio cantonale competente effettuerà un’indagine di carattere archeologico. «La prossima riunione si terrà nel corso dell’autunno» spiega al CdT Christian Paglia, responsabile del Dicastero opere pubbliche e ambiente della Città. Prima occorre «comprendere tutte le caratteristiche dell’oggetto, la sua storia e la sua architettura di dettaglio». Si è inoltre iniziato a fare «alcune ipotesi sui possibili utilizzi tenendo conto di vari aspetti anche logistici , ma è ancora prematuro dare indirizzi chiari», precisa il municipale.

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