«Lo streetfood non va demonizzato»

GASTRONOMIA

Il presidente di GastroTicino Massimo Suter invita i ristoratori «a capire le esigenze della clientela che sceglie le piazze» - Intanto Bellinzona si prepara alla quarta edizione del festival in programma da venerdì

«Lo streetfood non va demonizzato»
(Fotoservizio Reguzzi)

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«Lo streetfood non va demonizzato»

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«Lo streetfood non va demonizzato»

BELLINZONA - «Non possiamo non tener conto di questo fenomeno. Anzi, dovremmo sfruttarlo perché la concorrenza è sempre uno stimolo. Alla fine sarà il cliente a decidere dove andare: in piazza o al ristorante». Massimo Suter non è mai banale. Abbiamo contattato il presidente di GastroTicino e vicepresidente di GastroSuisse alla vigilia dell’inaugurazione della quarta edizione dello «Streetfood Festival» in programma da venerdì 23 a domenica 25 agosto in piazza del Sole a Bellinzona. Nella capitale (prima città in Ticino ad ospitare la manifestazione nel 2016) è finora sempre stato un successo di pubblico. E così anche nel resto della Svizzera e nel mondo. Il «cibo di strada», i piatti provenienti da diversi Paesi, la multiculturalità a tavola, attirano e incuriosiscono i visitatori.

«Riportiamo i cittadini nei ritrovi»

L’associazione che raggruppa esercenti ed albergatori non può restare indifferente di fronte a questo moderno (e rapido) modo di gustare prelibatezze da ogni angolo del pianeta. Massimo Suter lo ha capito benissimo. E ci tiene a ribadirlo. «Innanzitutto mi consenta una premessa. Le regole del gioco devono essere uguali per tutti. Mi riferisco in particolare al rispetto delle norme igieniche e di altri parametri e al divieto di vendere bevande alcoliche ai minorenni. Se le condizioni di partenza sono le stesse sia per i ristoratori sia per chi partecipa agli appuntamenti dedicati allo streetfood a me va benissimo. Sarebbe infatti anacronistico andare a contrastare un simile evento: il grande pubblico non capirebbe», rileva il numero uno di GastroTicino. Secondo il nostro interlocutore, per contro, la manifestazione va «cavalcata» anche dagli stessi ristoratori. «Se la popolazione si sposta nelle piazze per mangiare qualcosa vorrà pur dire. È un trend al quale i ristoratori ticinesi devono abituarsi. Ma non solo. Anzi. Va capito perché la gente ha questa esigenza e occorre cercare di convincerla a tornare nei ritrovi. La nostra associazione già lo fa partecipando ad alcuni eventi (come ‘Sapori e Saperi’ al Mercato coperto di Giubiasco, ad esempio; ndr.) che si svolgono a sud delle Alpi. Questo sforzo va incentivato sfruttando, appunto, lo stimolo derivante dallo streetfood», chiosa Massimo Suter.

Prelibatezze da 30 Paesi

Quanto evocato dal presidente di GastroTicino e vice di GastroSuisse sarà musica del futuro prossimo, semmai. Il presente, intanto, dice che da venerdì 23 (dalle 17.45 alle 23.30) la capitale tornerà ad accogliere lo «Streetfood Festival». Il pubblico potrà soddisfare il palato scegliendo fra le pietanze di 30 Paesi distribuite su una cinquantina di stand/foodtruck. L’itinerante «villaggio del gusto» inizierà a prender forma domani mattina e, come detto, animerà piazza del Sole per tre giorni: detto di venerdì, ecco gli orari di sabato (dalle 11.45 a poco dopo la mezzanotte) e domenica (dalle 11.45 alle 21). L’ingresso è libero. Gli organizzatori invitano i visitatori ad utilizzare i mezzi pubblici, in particolare l’offerta combinata RailAway. Info su www.streetfood-festivals.ch.

«Lo streetfood non va demonizzato»
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