Luxury Goods, Sant’Antonino sorride un po’ meno

CONTI

A seguito della decisione del gruppo di riorientare la propria politica aziendale nel Comune bellinzonese nel 2020 si ridurranno il gettito delle persone giuridiche e le imposte alla fonte - La sindaca: «A medio termine non siamo preoccupati»

Luxury Goods, Sant’Antonino sorride un po’ meno
© CdT/Archivio

Luxury Goods, Sant’Antonino sorride un po’ meno

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Le finanze di Sant’Antonino restano floride, ma hanno subito in parte il contraccolpo della decisione della Luxury Goods International di riorientare la propria politica aziendale in Ticino. Tant’è che sia il gettito fiscale delle persone giuridiche (dal quale il Comune è molto dipendente: negli ultimi anni aveva superato quello delle persone fisiche, ciò che dimostra la forza della zona industriale) sia le imposte alla fonte subiranno nel 2020 una contrazione importante. «L’analisi della situazione fiscale viene attentamente monitorata e le indicazioni in nostro possesso indicano come l’impatto sul nuovo anno continui ad essere sostenibile. Infatti, oltre all’oculata politica di sorveglianza della spesa pubblica in quelle voci a diretto controllo dell’Esecutivo, la perdita di gettito fiscale è compensata da sopravvenienze straordinarie non prevedibili al momento della stesura dei preventivi degli anni di competenza», si legge sul Preventivo 2020 appena trasmesso ai consiglieri comunali. I conti prevedono un avanzo di circa 36.000 franchi con moltiplicatore stabile al 65%.

Vediamo, comunque, le cifre. Per il 2018 il gettito fiscale stimato era pari a 5,62 milioni; nel Preventivo 2019 si ipotizzavano 5,73 milioni, mentre nel 2020 dovrebbe diminuire arrivando a 5,33 milioni. Nell’aggiornamento del Piano finanziario, risalente allo scorso aprile, il Municipio osservava che il gettito fiscale è «attualmente sotto attento controllo». Se la valutazione di quello delle persone giuridiche è resa difficoltosa dalle scelte delle singole aziende, d’altro canto fa ben sperare quello delle persone fisiche improntato su una leggera ma costante crescita. Nel 2020 un presumibile «livellamento verso il basso», rileva l’Esecutivo di Sant’Antonino, è immaginabile anche per le imposte alla fonte «poiché buona parte del personale impiegato in quel settore» (ossia la moda) era contraddistinto da quadri dirigenziali. Si passerebbe, dunque, dai 700.000 franchi del Preventivo 2019 ai 600.000 ipotizzati per l’anno alle porte. In flessione, inoltre, le sopravvenienze (-135.000 franchi: da 985.000 a 850.000), che restano in ogni modo cospicue. «A medio termine non siamo preoccupati. Anche perché la nostra zona industriale è molto differenziata e questo è sicuramente un vantaggio. Non siamo cioè dipendenti da un unico settore di attività», rileva da noi interpellata la sindaca Simona Zinniker.

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