Maxi bordello, atto secondo

Pubblicata la variante della domanda di costruzione per la casa d'appuntamenti di Cadenazzo - E spunta il nome di Paolo Sudanti

Maxi bordello, atto secondo
Nel postribolo saranno attive trenta prostitute.

Maxi bordello, atto secondo

Nel postribolo saranno attive trenta prostitute.

CADENAZZO - Maxi bordello a Cadenazzo, atto secondo. All'albo comunale è in pubblicazione, fino al 23 novembre, la domanda di costruzione bis per la casa d'appuntamenti prevista in zona artigianale-commerciale. Si tratta della variante che, come anticipato dal CdT il 13 agosto scorso, si contraddistingue per l'eliminazione dell'appartamento del custode. E cosa c'entra, direte voi? La modifica è importante, in quanto proprio quello spazio di oltre 180 metri quadrati al piano mansarda aveva portato il Consiglio di Stato ad annullare la licenza edilizia rilasciata dal Municipio il 23 settembre 2014. Secondo il Governo, che non aveva per contro sollevato nessuna critica sul centro benessere in sé dove saranno attive trenta prostitute, un uso abitativo delle camere in quell'area non è consentito se non per il personale di sorveglianza. Bisogna ora vedere cosa farà la decina di confinanti che fin dall'inizio si sta battendo contro la realizzazione del postribolo: vi saranno altre opposizioni?

L'istante è Massimo Marchetti, ex gestore del bar Hollywood sempre a Cadenazzo. Il quale è pure proprietario del sedime assieme, e questa è un'altra novità, al titolare del Corona club di Pambio-Noranco Paolo Sudanti. L'imprenditore, da anni attivo in Ticino nell'ambito delle luci rosse, un anno fa in Lombardia aveva fatto scorrere fiumi d'inchiostro per il suo interesse a rilevare il Varese calcio. Sudanti aveva messo sul tavolo 600 mila euro: la metà subito e l'altra in tre anni per la sponsorizzazione. Sulle maglie dei giocatori voleva mettere il nome del suo locale osé.

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