DIPLOMAZIA

Mike Pompeo arriverà a Bellinzona

Il prossimo fine settimana il Segretario di Stato americano sarà in visita ai castelli della Turrita assieme al consigliere federale Ignazio Cassis - La città sarà blindata

Mike Pompeo arriverà a Bellinzona
L’incontro dello scorso febbraio a Washington. (AP Photo/Alex Brandon)

Mike Pompeo arriverà a Bellinzona

L’incontro dello scorso febbraio a Washington. (AP Photo/Alex Brandon)

Mike Pompeo arriverà a Bellinzona
Il braccio destro di Donald Trump. (AP Photo/Pavel Golovkin)

Mike Pompeo arriverà a Bellinzona

Il braccio destro di Donald Trump. (AP Photo/Pavel Golovkin)

L’appellativo «chiusa delle Alpi» tornerà in auge il prossimo fine di settimana a Bellinzona. Come appreso dal CdT, la Città sarà blindata per una visita eccellente ai suoi castelli. Nella Turrita giungerà nientemeno che il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America Mike Pompeo. Manca ancora la conferma ufficiale da oltre Oceano (una nota della Cancelleria federale è attesa per lunedì o martedì), ma l’imponente dispositivo di sicurezza è già stato approntato nei minimi dettagli. Già direttore della CIA fino al 26 aprile 2018 quando il presidente statunitense Donald Trump lo ha nominato responsabile della diplomazia a stelle e strisce, il 55.enne avvocato di origini italiane sarà ricevuto a Berna dal suo omologo rossocrociato Ignazio Cassis. Il ministro degli esteri elvetico lo accompagnerà poi in Ticino per visitare i manieri cittadini. Fortilizi che, pleonastico dirlo, saranno off-limits al pari del centro storico. Dalle 16 di sabato 1. giugno, ha appreso il nostro giornale, tutti gli accessi a Castelgrande saranno completamente chiusi e anche il ristorante ed il grotto saranno sbarrati. Le mura e la fortezza saranno presidiati dagli uomini delle forze speciali della polizia con tanto di tiratori scelti. La visita del politico americano durerà tre giorni. Il programma dettagliato non è al momento noto; verrà svelato nelle prossime ore dal Consiglio federale.

Il protocollo da seguire

Nulla, insomma, è e può essere lasciato al caso di fronte ad un ospite così illustre. Occorre rigorosamente seguire un protocollo (che, per quanto riguarda la parte ticinese, è curato direttamente dalla Cancelleria dello Stato in collaborazione con il Comando della Polizia cantonale) e le formalità che una visita di un’importante personalità di uno Stato estero impone. Tant’è che ieri un folto gruppo di agenti della Polizia cantonale ha fatto un sopralluogo al Castelgrande. Si è verificato sul campo quello che è stato stabilito durante le riunioni preparative. Bisogna pensare a ogni particolare e valutare tutti i possibili scenari. Dove sistemare gli agenti; dove piazzare la scorta di Mike Pompeo; stabilire ciò che il segretario di Stato americano dovrà visitare per prima; in quale angolo confinare giornalisti e fotografi e in quale luogo predisporre l’eventuale palco per i discorsi (che in caso di pioggia dovrà essere coperto); verificare il buon funzionamento del sistema di videosorveglianza; e così via. L’avrete capito: le forze in campo saranno numerose. A tal punto che, a quanto ci risulta, è stato richiesto agli agenti della Cantonale di non prendere congedo per tre giorni. Nelle ultime ore era inoltre circolata la voce che potesse essere annullato il tradizionale mercato del sabato. Tuttavia dalla Società dei commercianti di Bellinzona ci hanno fatto sapere che fino a ieri non avevano ricevuto comunicazioni in tal senso. Questo può significare che l’ospite di spicco potrebbe giungere a sud delle Alpi domenica.

Il precedente di febbraio

Lo scorso febbraio era stato il consigliere federale Ignazio Cassis a far visita a Mike Pompeo a Washington. «Gli Stati Uniti apprezzano la Svizzera in qualità di partner», affermò il capo del Dipartimento federale degli affari esteri. Negli incontri con il segretario di Stato americano ed il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton nonché con alcuni membri del Congresso si era discusso delle relazioni bilaterali, dell’attualità politica internazionale e della politica multilaterale. In particolare era stato affrontato un tema complesso: la possibilità di concludere un accordo di libero scambio fra la Confederazione e gli USA, con la prima che è apprezzata dai secondi in primis per la quantità e la qualità dei suoi investimenti e per l’eccellente livello del sistema educativo. «I colloqui sono stati fruttuosi e incoraggianti. Ho avuto la conferma che da parte del Governo americano vi è un interesse per questo accordo», ebbe a dire il ministro ticinese. Sicuramente si riprenderà da questo punto e ne verranno trattati altri. A distanza di quattro mesi, come detto, toccherà a Mike Pompeo salire sull’aereo con destinazione Svizzera. E Ticino. A testimonianza degli ottimi rapporti fra i due Paesi e dell’amicizia che si è ormai instaurata con Ignazio Cassis.

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