BELLINZONA

«Mike Pompeo non è il benvenuto»

La dura reazione del Partito Operaio e Popolare dopo la notizia dell’arrivo del Segretario di Stato americano in visita ai castelli della Turrita

«Mike Pompeo non è il benvenuto»
(Foto Keystone)

«Mike Pompeo non è il benvenuto»

(Foto Keystone)

BELLINZONA - «È con sconcerto che veniamo a conoscenza del fatto che il Segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo dovrebbe recarsi prossimamente in Svizzera facendo tappa a Bellinzona». Inizia così la nota del Partito Operaio e Popolare Ticino dopo la notizia - anticipata dal CdT - dell’arrivo alla Turrita del Segretario di Stato americano. «Vogliamo esprimere sin d’ora il nostro più grande disappunto, facendo sapere al più alto rappresentante delle politiche estere degli Stati Uniti che da noi non è il benvenuto», scrive quindi il POP.

Durante il suo mandato a capo della CIA e in seguito come Segretario di Stato, «il signor Pompeo ha sostenuto delle guerre economiche che attraverso sanzioni illegali contro diversi Stati non allineati, come Venezuela, Cuba, Iran e altri, minano il diritto all’autodeterminazione dei popoli», si legge nella nota.

Tutto ciò per «perpetuare una politica guerrafondaia che colpisce come sempre le classi meno abbienti di quei pochi Paesi che osano alzare la voce contro uno Stato che non rispetta alcun accordo in materia di pace internazionale».

La politica estera del governo Trump, e portata avanti dallo stesso Pompeo, «è di tipo imperialista - sostiene in POP - e si basa sul sostegno politico e militare a Paesi come l’Arabia Saudita, fautrice del massacro che sta avendo luogo in Yemen, o la Colombia, che ha già ucciso centinaia di attivisti sociali da quando si è insediato il nuovo governo filo-statunitense». Il Partito Operaio tiene inoltre a ricordare che «rimangono ancora aperti i fronti di guerra in cui gli Stati Uniti sono coinvolti (Siria, Ucraina, Iraq, Libia, ecc.), che sono portati avanti per puro interesse di predominio economico sul piano globale e che continuano oggigiorno a provocare morti e traumi irrimediabili fra civili e militari di tutti i Paesi coinvolti».

«Per noi, Mike Pompeo e l’intero Governo degli Stati Uniti hanno le mani e la coscienza sporche di sangue e non possiamo accettare che la Svizzera, né tanto meno il Ticino, lo accolgano mobilitando forze e ingenti mezzi economici.

Mike Pompeo non è il benvenuto nel nostro Cantone e noi ci impegneremo affinché ne sia al corrente», concludono.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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