Musicisti in cerca di riscatto, non è tutta «colpa» del virus

Sotto la lente

Le difficoltà del settore in Ticino non sono da ricondurre solo alla pandemia, ma sono forse dovute in primis al mancato riconoscimento degli sforzi profusi dai professionisti - Ecco il parere di quattro artisti bellinzonesi

Musicisti in cerca di riscatto, non è tutta «colpa» del virus
Non è scontato che ogni musicista abbia un posto per la creazione e la preparazione dei suoi brani. © CdT/Chiara Zocchetti

Musicisti in cerca di riscatto, non è tutta «colpa» del virus

Non è scontato che ogni musicista abbia un posto per la creazione e la preparazione dei suoi brani. © CdT/Chiara Zocchetti

Era il lontano 2015 e la pandemia non impensieriva nessuno. Bei tempi in cui l’aggregazione e lo stare insieme erano qualcosa che avveniva in modo naturale e spontaneo. Cene, cinema, concerti in totale spensieratezza. Qualcuno trovava anche la voglia di buttarsi in progetti coraggiosi. Tra le varie idee c’era anche quella di un Polo della musica, una struttura con sede a Bellinzona dedicata a concerti dal vivo, con camerini per le band, un posto dove i musicisti avrebbero potuto trovarsi per le prove e i maestri impartire lezioni. Un progetto del genere, oggi, avrebbe ancora senso? Con i tempi che corrono, la risposta è abbastanza scontata. Detto questo, le esigenze sia di pubblico sia di musicisti richiedono qualche riflessione. Lo scenario è cambiato solo a causa della situazione pandemica...

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