Niente «Prima i nostri» all’ombra dei castelli

BELLINZONA

La maggioranza della Commissione della Gestione ed il Municipio invitano il Legislativo cittadino a respingere la mozione presentata dal gruppo Lega-UDC: introdurre il principio nel ROD non è «giuridicamente sostenibile»

Niente «Prima i nostri» all’ombra dei castelli
Palazzo civico, sullo sfondo. © CdT/Zocchetti

Niente «Prima i nostri» all’ombra dei castelli

Palazzo civico, sullo sfondo. © CdT/Zocchetti

Niente «Prima i nostri» all’ombra dei castelli
Giulio Deraita (a sinistra) con Manuel Donati, primo firmatario della mozione. © CdT/Archivio

Niente «Prima i nostri» all’ombra dei castelli

Giulio Deraita (a sinistra) con Manuel Donati, primo firmatario della mozione. © CdT/Archivio

Va bene così. Niente «Prima i nostri» a Bellinzona. Il Municipio mostra il pollice verso alla mozione del gruppo Lega dei ticinesi-UDC (primo firmatario Manuel Donati) che chiede l’introduzione della preferenza indigena nelle assunzioni dell’amministrazione, degli istituti e delle aziende comunali nonché degli enti autonomi. L’Esecutivo ribadisce che già ora si tiene conto della residenza. Inoltre il consesso guidato dal sindaco Mario Branda sottolinea i rischi che si correrebbero qualora il Legislativo, nella seduta straordinaria di lunedì 28 settembre, dovesse accogliere quanto auspicato dalla destra: «Introdurre una disposizione come proposto avrebbe quale conseguenza quella di rendere ulteriormente giustiziabili/impugnabili le decisioni di assunzione di personale con conseguenti costi e implicazioni burocratiche nonché legali».

La Commissione della Gestione si è spaccata in due. E la discussione sulla mozione è sfociata in due relazioni. Quella di maggioranza (relatore Charles Barras dell’Unità di Sinistra) ribadisce il concetto espresso dal Municipio. Pur condividendo nel principio l’obiettivo, non ritiene «giuridicamente sostenibile» introdurre il principio nel Regolamento organico dei dipendenti della Turrita. Di tutt’altro avviso la minoranza della Gestione (relatore l’indipendente Giulio Deraita): «Noi non vorremmo definire i frontalieri un problema, ma piuttosto i residenti senza un posto di lavoro. In ogni caso non perché oggi il fenomeno sia ridotto che non si debba prevenire, l’esempio del nostro cantone dovrebbe darci consiglio».

Niente «Prima i nostri» all’ombra dei castelli
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