«Non era la casa degli orrori, ma qualcuno ha voluto strafare»

Processo

L’accusa chiede pene comprese tre 120 aliquote ed i 16 mesi per i quattro ex educatori di un foyer per minorenni

 «Non era la casa degli orrori, ma qualcuno ha voluto strafare»
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«Non ritengo che il foyer fosse la casa degli orrori. Ma il suo direttore, credendosi migliore del Papa, ha voluto strafare. E gli altri lo hanno seguito». Con queste parole la procuratrice pubblica Chiara Borelli ha concluso la sua requisitoria nel processo a carico di quattro ex educatori della struttura per minorenni ticinese. Per loro, accusati con vario titolo di responsabilità, di abbandono, coazione ripetuta e lesioni semplici ha chiesto pene, tutte sospese con la condizionale, comprese tra le 120 aliquote giornaliere ed i 16 mesi di detenzione. La parola passa ora agli avvocati difensori dei quattro imputati.

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