Non solo messe e rosari, la Parrocchia prende un grotto

Moesano

A San Vittore dal 2021 la chiesa assumerà la gestione del Matafontana - Gli obiettivi: favorire i prodotti locali e dare una possibilità lavorativa a persone in difficoltà - Si tratta anche di offrire un luogo di socializzazione intergenerazionale e proporre cultura - LE FOTO

Non solo messe e rosari, la Parrocchia prende un grotto
Il grotto Matafontana di San Vittore, di proprietà della locale Parrocchia. ©Ti-Press/Elia Bianchi

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Il grotto Matafontana di San Vittore, di proprietà della locale Parrocchia. ©Ti-Press/Elia Bianchi

Non solo messe e rosari, la Parrocchia prende un grotto
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Non solo messe e rosari, la Parrocchia prende un grotto
Un momento della presentazione odierna. ©Ti-Press/Elia Bianchi

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Un momento della presentazione odierna. ©Ti-Press/Elia Bianchi

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Il giornalista Alessandro Tini, presidente del Comune parrocchiale di San Vittore. ©Ti-Press/Elia Bianchi

Non solo messe e rosari, la Parrocchia prende un grotto

Il giornalista Alessandro Tini, presidente del Comune parrocchiale di San Vittore. ©Ti-Press/Elia Bianchi

Non solo fede e rosari ma anche allegria e salamini: è una Parrocchia imprenditrice quella di San Vittore. Con una nuova missione sociale: far diventare il grotto Matafontana un luogo di incontro, di cultura, di integrazione e di valorizzazione dei sapori regionali. «La Chiesa deve essere viva» ha sottolineato oggi l’entusiasta presidente parrocchiale Alessandro Tini citando Papa Francesco e presentando l’iniziativa dopo l’avallo dell’assemblea avvenuta poche ore prima. Che diventerà realtà nel 2021. In sostanza, il contratto con l’attuale gerenza non è stato rinnovato, e a gestire uno dei grotti più noti all’imbocco della Mesolcina sarà proprio la chiesa locale, che ne è proprietaria. Avviando così una gestione in proprio e senza scopo di lucro. L’illuminazione è venuta nel corso del 2019 allo stesso presidente, allora fresco di investitura, insieme ai colleghi del Comune parrocchiale di San Vittore. Perché non fare del nostro grotto un luogo aggregativo? Da lì sono partite le riflessioni e un lavoro che ha coinvolto numerose persone, enti ed attività economiche e che è infine scaturito in un progetto completo. Dopo che a fine anno le chiavi saranno state riconsegnate alla Parrocchia dalla gerenza attuale - che come aveva riferito a fine maggio laRegione ha mal digerito il mancato rinnovo del contratto - si partirà coi preparativi.

Coinvolte tutte le macellerie
Una delle idee centrali è quella di dare al grotto un’impronta tradizionale: salami e formaggini del posto, dunque, e zero spazio a proposte che poco hanno a che fare con la storia del luogo. Uno degli elementi che i promotori sottolineano è proprio la promozione dei sapori locali. Così, la Parrocchia ha sondato l’interesse di tutte le macellerie del Moesano e di tutti i produttori di bibite, vino, formaggio e dolciumi a diventare fornitori. La risposta è stata molto positiva, assicura Alessandro Tini ricordando che spesso i grotti della zona, oggi, propongono prodotti spesso provenienti dal Ticino. Ecco dunque una politica enogastronomica che potremmo definire «Moesano first».

Integrazione, prezzi e eventi
Detto della promozione dell’economia locale, veniamo al lato sociale dell’iniziativa, che vuole essere molteplice. Anzitutto, l’idea è quella di impiegare se possibile persone in difficoltà residenti in valle, quindi ad esempio disoccupati, cittadini in assistenza o bisognosi di integrazione, che affiancheranno uno staff di professionisti. Si vuole poi favorire la popolazione locale e la clientela applicando prezzi più accessibili rispetto a quelli che vediamo nella norma, pur senza voler fare concorrenza sleale, è stato evidenziato. Non si tratta insomma di utilizzare manodopera a basso costo, ha garantito il presidente: essendo proprietari della struttura e dell’ampio terreno circostante, il vantaggio è piuttosto quello di non dover pagare un affitto che talvolta, nel settore, è veramente salato. Un altro aspetto centrale del progetto è l’animazione: da un lato tenendo aperto tutto il giorno, così da avere un luogo di ritrovo anche pomeridiano per una partita a carte come una volta. E dall’altro mettendo a disposizione gli spazi per attività culturali, ad esempio con conferenze e concerti. In questo senso partecipano all’iniziativa l’Asociazion culturala Rorè San Vitor, la Scuola di musica del Moesano e l’Associazione ticinese terza età, così da dare anche un carattere intergenerazionale all’idea.

Il business plan
La fase 1 del progetto costerà 105.000 franchi, in buona parte per la ristrutturazione e la messa in sicurezza del grotto. Una cifra considerevole che non ha scoraggiato i futuri gerenti. Alcune fondazioni hanno infatti assicurato 50.000 franchi, benefattori ne hanno promessi ulteriori 40.000 e la Parrocchia metterà i 15.000 franchi rimanenti. Ci sono dunque tutte le premesse. Per il resto si potrà ovviamente fare affidamento alla divina provvidenza...

Il consiglio parrocchiale con da sinistra Charles Gallo, Fausta Tamò, Margherita Gervasoni e il presidente Alessandro Tini. ©Ti-Press/Elia Bianchi
Il consiglio parrocchiale con da sinistra Charles Gallo, Fausta Tamò, Margherita Gervasoni e il presidente Alessandro Tini. ©Ti-Press/Elia Bianchi
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