Bellinzonese

Pace elettrica da ratificare

La nuova convenzione sulla partecipazione degli utili dell’AMB al vaglio dei cinque consigli comunali

 Pace elettrica da ratificare
Le nuvole sopra il comprensorio di distribuzione dell’AMB si sono diradate. (Foto Archivio CdT)

Pace elettrica da ratificare

Le nuvole sopra il comprensorio di distribuzione dell’AMB si sono diradate. (Foto Archivio CdT)

BELLINZONA - L’accordo elettrico raggiunto tra la Città e i quattro Comuni non aggregati va concretizzato con la ratifica da parte dei rispettivi Legislativi. Se il Municipio di Bellinzona ha pubblicato il messaggio ad inizio giugno, ora è la volta degli Esecutivi di Arbedo-Castione, Cadenazzo, Lumino e Sant’Antonino. I primi due lo hanno già fatto, gli altri due provvederanno presto e nel frattempo hanno comunque provveduto ad informare la popolazione sulle agevolazioni derivanti dall’intesa raggiunta delle quali diremo più avanti. Arbedo-Castione ha già messo in agenda la discussione sui contenuti dell’accordo: si terrà in occasione della seduta straordinaria del Consiglio comunale convocata per il mese di settembre. In concreto, tanto per la Città quanto per i quattro Comuni citati si tratta di approvare le nuove convenzioni che regolano da una parte la distribuzione di energia elettrica e dall’altra la partecipazione ai proventi derivanti dalla ripartizione dell’utile netto conseguito dall’Azienda multiservizi Bellinzona (AMB).

Ed era proprio su questa seconda convenzione che il clima si era surriscaldato con i quattro Comuni la cui popolazione aveva deciso di non partecipare alla nascita della nuova Bellinzona che a un certo punto avevano avviato la procedura per il riscatto delle reti di distribuzione dell’energia elettrica che avrebbe sancito il divorzio dall’AMB. Il principale punto di frizione riguardava il trattamento riservato ai quattro Comuni non aggregati: la Città riteneva che, in funzione della scelta aggregativa di 13 ex Comuni su 17, fossero soprattutto i cittadini della nuova Bellinzona a dover beneficiare degli effetti finanziari positivi dell’attività di AMB, mentre Arbedo-Castione, Cadenazzo, Lumino e Sant’Antonino ritenevano di dover essere trattati come prima, senza tener conto dell’avvenuto processo aggregativo. Dal quartetto si era poi dissociato il Comune di Cadenazzo che aveva raggiunto un’intesa con la Città. Intesa che ad inizio anno era poi stata raggiunta anche dagli altri tre Comuni. Non riguarda, come detto, unicamente le questioni tecniche legate alla distribuzione di energia elettrica ma si pone l’obiettivo più ambizioso di una duratura collaborazione tra Comuni che, al di là delle legittime scelte di non aggregarsi, fanno parte di un’unica regione. In particolare l’accordo raggiunto mira, come specificato nei rispettivi messaggi municipali che sono sostanzialmente identici, a conciliare tariffe interessanti per gli utenti, finalizzate anche all’insediamento di attività produttive; rendere solida l’AMB sul lungo termine, garantendo una ragionevole distribuzione dei benefici diretti e indiretti a tutti i Comuni; considerare tutti i Comuni del comprensorio su un piede di sostanziale parità, pur tenendo conto del fatto che l’AMB permane formalmente di proprietà della Città di Bellinzona; affrontare e sopportare insieme imprevisti e rischi dovuti all’incerto sviluppo del quadro legislativo relativo al mercato dell’energia elettrica. Ebbene, oltre a prevedere per i quattro Comuni non aggregati il diritto di avere un loro rappresentante in seno al Consiglio direttivo dell’AMB, l’intesa fa sì che i cittadini di Arbedo-Castione, Cadenazzo, Lumino e Sant’Antonino siano parificati a quelli di Bellinzona per l’accesso alle infrastrutture di carattere regionale che prevedono tariffe differenziate tra domiciliati e non, primo fra tutti il centro sportivo.

Sulla questione più delicata, ovvero la ripartizione degli utili dell’AMB, rispetto alle vecchie convenzioni i quattro Comuni non aggregati riceveranno ogni anno 750.000. Si tratta della metà della somma corrisposta precedentemente, somma che verrà versata secondo una chiave di riparto che tiene conto del numero di abitanti e del consumo di energia elettrica. E solo in parte, precisamente 475.000 franchi, sarà in contanti: il resto consisterà in sconti sulle prestazioni erogate da AMB in servizi non in regime di monopolio (150.000 franchi) e come partecipazione ai costi sostenuti dalla Città nella gestione delle infrastrutture di valenza regionale (125.000 franchi). Nel dettaglio il riparto prevede che Arbedo-Castione riceva in totale 255.000 franchi, 161.000 in contanti, 51.000 quali sconti su prestazioni di AMB e 42.000 quale partecipazione ai costi delle infrastrutture di valenza regionale; a Cadenazzo spettano in totale 157.000 franchi dei quali 99.000 in contanti ed il resto in sconti (31.000) e in partecipazioni ai costi delle infrastrutture sovracomunali (26.000); Lumino incasserà 68.000 franchi, di cui 43.00 in contanti; maggior beneficiario dal punto di vista economico è Sant’Antonino che incasserà 268.000 franchi, 170.000 dei quali in contanti. Fatto salvo il via libera dei rispettivi Legislativi, l’entrata in vigore delle convenzioni per la ripartizione degli utili dell’AMB e per la distribuzione di energia elettrica è prevista retroattivamente al 1. luglio 2018, così da regolare in modo compiuto e aggiornato i rapporti tra la Città ed i quattro Comuni non aggregati senza vuoti giuridici e sostituendo le obsolete convenzioni giunte a scadenza il 31 dicembre 2017 e poi prorogate fino al 30 giugno 2018.

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