«Paura? No, e poi senza mercato non si può stare»

BELLINZONA

Dopo quasi tre mesi di pausa forzata è tornato il tradizionale appuntamento del sabato nella Turrita - Le bancarelle in piazza del Sole, una decina, sono la grande novità - Numerosi i cittadini, anche se il pienone è solamente un ricordo - FOTO e VIDEO

«Paura? No, e poi senza mercato non si può stare»
©CdT/Gabriele Putzu

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A furia di chiamarla in causa, finalmente oggi ha svolto appieno la sua funzione di luogo di aggregazione sociale e di incontro. Anche se, col senno di poi, sarebbe stato meglio farne a meno. Parliamo di lei, piazza del Sole a Bellinzona, la protagonista di questo afoso sabato caratterizzato dal ritorno del tradizionale mercato dopo la pausa forzata di quasi tre mesi legata all’emergenza sanitaria.

Come anticipato dal Corriere del Ticino il 13 maggio scorso, l’agorà per antonomasia è stata concessa dal Municipio alla Società dei commercianti così da poter svolgere lo storico appuntamento cittadino nel rispetto del distanziamento sociale. Sia fra i visitatori sia fra le varie bancarelle, distanti 6 metri una dall’altra, e con un mini percorso da effettuare (entrata ed uscita) da un cliente alla volta. E la popolazione ha risposto presente, pur con tutte le misure di igiene indispensabili, mascherine in primis (non ne abbiamo viste molte, a dire il vero). Non c’era, quello sì, il pienone che una calda giornata come quella odierna avrebbe sicuramente attirato prima della maledetta COVID-19.

«Paura? Assolutamente no. Che bisogna fare attenzione, ormai, lo si sa. Ma al mercato non si rinuncia per nulla al mondo. Più che un evento è un rito». A parlare è un fedelissimo del «mercà», cascasse il mondo. Ed il mondo, in effetti, non è più quello del 29 febbraio, l’ultima edizione prima dello stop. Allora il coronavirus era già arrivato in Ticino, ma mai nessuno avrebbe potuto immaginare che le conseguenze sarebbero state quelle che purtroppo ben conosciamo, fra contagi e decessi. Complici le varie riaperture, i cittadini sono tornati ad animare Bellinzona e i bar in centro.

Sì, le persone non sembrano più avere timore. Almeno non tutte. Ci sono infatti ancora quelle che si aggirano, guardinghe, fra le bancarelle posizionate in via Camminata, nel salotto buono della capitale e, appunto, in piazza del Sole. La grande novità di questo mercato che ha indossato l’abito della (quasi) normalità, anche se al momento non sarà più come quello di prima. Se nei primi anni del Novecento l’agorà ai piedi del Castelgrande accoglieva la legna ed il deposito di veicoli, oggi non vi è stato naturalmente il ritorno alle origini. Erano presenti stand di vestiti, bigiotteria, giocattoli e qualche libro. Una decina in tutto. Lo spazio non mancava. Così come gli agenti della Polizia comunale, a vigilare.

E i turisti? Qualche parola in Schwiizerdütsch l’abbiamo sentita. Pure in tedesco. Soprattutto delle famiglie con figli piccoli, che verosimilmente sono giunte a Sud delle Alpi per godersi il sole ed il «ponte» dell’Ascensione. Poche le persone che indossavano la mascherina, come detto in precedenza. Chi l’aveva erano principalmente gli anziani, come ben sappiamo la fascia più vulnerabile della popolazione. «In questi mesi siamo stati a casa, rispettando le direttive delle autorità cantonali e federali. Ma oggi non potevamo mancare», ci dice una coppia sui sessant’anni.

Di anni, invece, il mercato nella formula attuale ne festeggerà 50 nel 2024. Come ricorda il responsabile per conto dei Commercianti Carlo Banfi, l’appuntamento principale della settimana nella Turrita in quasi mezzo secolo non si era svolto solo in un paio di occasioni a causa di copiose nevicate. Ci è voluto un nemico invisibile per decretarne lo stop per più sabati. Ora è tornato. E grazie ad esso la Città ha ricominciato a pulsare di energia positiva. «Era solo per dirti che son qui, solo per salutarti», avrebbe detto il poeta Giorgio Orelli.

Non ci si può (ancora) stringere la mano, ma basta un cenno del capo per capirsi, ai bellinzonesi. Son fatti così, senza mercato non sanno stare.

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