Pensioni della Città di Bellinzona, un dipendente su due sta con l’MPS

Amministrazione comunale

Sono già almeno 440 gli impiegati di Bellinzona affiliati alla nuova previdenza (su 850) che hanno firmato la petizione tramite cui si invitano le autorità a metterci una pezza per compensare le ampie perdite sulle rendite di vecchiaia

Pensioni della Città di Bellinzona, un dipendente su due sta con l’MPS
Foto Maffi

Pensioni della Città di Bellinzona, un dipendente su due sta con l’MPS

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BELLINZONA - Il Movimento per il socialismo (MPS) non molla la presa sulla questione del cambio di regime pensionistico dei dipendenti della Città di Bellinzona, e quest’ultimi stanno aderendo all’azione. Secondo quanto spiegato oggi dallo stesso MPS sono infatti già ben 440, in tre settimane, gli impiegati comunali (sugli 850 affiliati alla cassa pensione, quindi docenti esclusi) che hanno firmato la petizione tramite cui si chiede al Legislativo di «intervenire e sanare una situazione che è diventata insostenibile e ci prospetta una vecchiaia difficile dal punto di vista pensionistico», come si legge nel testo della petizione. La situazione è stata descritta dai deputati MPS al Gran Consiglio Angelica Lepori Sergi (che è anche consigliera comunale della Turrita) e Matteo Pronzini come «ancora più drammatica di quanto ci si potesse immaginare, un vero imbroglio del Municipio ai suoi dipendenti». Una situazione, appunto, che è nota e di cui abbiamo già riferito poche settimane fa, e contro cui si sarebbero mobilitati impiegati «di ogni settore lavorativo dell’amministrazione». Con centinaia di firme.

In sostanza, in quanto a cassa pensione (il secondo pilastro) i dipendenti comunali da un anno sono stati trasferiti dalla Cooperativa alla CPE Fondazione di Previdenza Energia, questo dopo la votazione del luglio 2017. Da quel momento l’MPS denuncia quella che ritiene essere stata una beffa. Il Municipio di Bellinzona, infatti, contrariamente ad altri (leggi Comuni di Biasca ed Ascona, ma anche AET e SES) ha deciso di non assumere la differenza del grado di copertura tra i due istituti di previdenza. Quella differenza, ha ribadito oggi l’MPS, in sostanza è stata fatta pagare agli impiegati, cagionando una minore rendita al momento del pensionamento a 65 anni. Per fare un esempio, un dipendente al 100% che secondo il precedente regime pensionistico al momento del pensionamento otteneva una rendita annua di 68.410 franchi, con il nuovo regime ne prenderà solo 61.373, con une perdita annua di 7.037 franchi, che al mese fanno 586 franchi: non proprio noccioline.

L’altra stangata riguarda il fondo di prepensionamento, praticamente sacrificato. E portiamo qui un altro esempio fatto dall’MPS, quello relativo a una donna impiegata al 70% che decide di pre-pensionarsi a 62 anni, quindi due anni prima dell’AVS. Ebbene, se secondo il vecchio regime avrebbe potuto beneficiare della rendita ponte ricevendo 35.008 franchi annui complessivi (in attesa appunto di poi poter percepire l’AVS a 64 anni), ora ne prenderà solo 18.029: praticamente un dimezzamento. La seconda stangata è poi giunta lo scorso ottobre, quando a causa del perdurare dei tassi d’interesse bassi e del continuo aumento della speranza di vita la Fondazione ha abbassato le cosiddette aliquote di conversione per il pensionamento a 65 anni, andando dal 5,65 al 5%. In concreto, portando un altro esempio citato dall’MPS, un dipendente che al momento del pensionamento dovesse aver accumulato contributi per 600.000 franchi, passerà da una rendita annua di 33.900 franchi a 30.000; ovvero da 2.825 a 2.500 franchi mensili.

Per far fronte a quello che l’MPS definisce uno scandalo - targato Municipio-partiti storici-Fronte unico dei dipendenti-«sindacati di regime» - tramite questa petizione si chiede quindi nuovamente (come già fatto tramite una mozione al Consiglio comunale cittadino) che il Comune ci metta quei 18 milioni necessari per colmare il gap e garantire rendite pensionistiche al livello di quelle precedenti. Si chiede inoltre alla Città di consegnare ad ogni dipendente - che ha diritto alle misure d’accompagnamento decide nel 2017 - la documentazione dettagliata delle prestazioni pensionistiche alle quali avrebbe avuto diritto dal Fondo Pensionamento Anticipato di Bellinzona e Giubiasco, così da poter verificare l’ammontare e la correttezza delle misure d’accompagnamento. «Le bugie del Municipio ora emergono - è stato aggiunto - e tutti i nodi vengono al pettine».

I deputati del Movimento per il socialismo Matteo Pronzini e Angelica Lepori Sergi. (Foto CdT/SIBER)
I deputati del Movimento per il socialismo Matteo Pronzini e Angelica Lepori Sergi. (Foto CdT/SIBER)
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