«Per un vero coinvolgimento dei quartieri ci si ispiri ai romandi»

Nuova Bellinzona

Mentre in alcuni ex Comuni aggregati intorno alla capitale dopo quattro anni ci si sente un po’ esclusi, Alessandro Lucchini propone l’introduzione dello strumento del bilancio partecipativo già in funzione a Friburgo e Losanna - Dalla cittadinanza la proposta di progetti specifici locali che verrebbero poi valutati ed eventualmente finanziati dal Comune, se meritevoli

«Per un vero coinvolgimento dei quartieri ci si ispiri ai romandi»
©CdT/Chiara Zocchetti

«Per un vero coinvolgimento dei quartieri ci si ispiri ai romandi»

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Mentre la prima legislatura aggregata della nuova Bellinzona volge al termine, in diversi quartieri si rivendica una maggiore attenzione. Talvolta le associazioni di quartiere, laddove sono state create, sembrano non bastare. Come abbiamo riferito il 7 aprile il Municipio continua comunque a credere in questo strumento, per altro previsto dal Regolamento, e con il nuovo quadriennio procederà a nominarle nei quattro ex Comuni in cui nessuno si è fatto avanti. Ora una nuova proposta, concreta, giunge dal consigliere comunale dell’Unità di sinistra Alessandro Lucchini. Tramite una mozione chiede l’istituzione dello strumento del bilancio partecipativo, sorto alla fine degli anni Ottanta a Porto Alegre, poi diffuso in altre municipalità e da poco in funzione in Svizzera nelle città di Friburgo e Losanna. In sostanza, tagliando con l’accetta, il Comune finanzia progetti di valenza pubblica locale che sono stati proposti, discussi e approvati dalla cittadinanza, ovviamente dopo averli monitorati e valutati in maniera approfondita. «Si tratterebbe piuttosto di un’opportunità per creare delle nuove relazioni tra l’amministrazione e i suoi cittadini, intese a favorire una maggiore fiducia nelle istituzioni e responsabilità civica», sottolinea Lucchini.

La presentazione e la valutazione
Dopo una campagna volta a promuovere il bilancio partecipativo, a singoli cittadini, a gruppi di essi e alle Commissione/Associazioni di quartiere viene data la facoltà di presentare, per un determinato lasso di tempo, dei progetti compresi di una relativa descrizione. Le proposte possono essere inoltrate in forma cartacea, ma anche direttamente sull’apposita piattaforma online nel frattempo creata. Di regola, già in questa fase sono comunque chiariti i criteri di ricevibilità e di conformità che devono rispettare i progetti, precisa Lucchini. Una volta raccolte, le proposte vengono sottoposte a un esame di conformità ai criteri prestabiliti e di fattibilità da parte dei servizi comunali preposti. Da una parte, i progetti dovrebbero rivestire un interesse pubblico locale, essere accessibili a tutta la cittadinanza, rientrare nelle competenze comunali e non perseguire alcuno scopo di lucro; dall’altra, agli stessi non dovrebbe frapporsi alcun ostacolo eccessivo di natura tecnica o finanziaria, ciò che dovrà essere nel caso motivato.

Dal voto alla realizzazione
Le proposte dimostratesi conformi e fattibili vengono infine rese pubbliche e messe al voto, che può essere esercitato in formato elettronico o per iscritto da parte delle persone domiciliate nel Comune, non necessariamente aventi la cittadinanza o maggiorenni. Generalmente, ognuno può votare un numero minimo di progetti e la ripartizione del montante avviene in base ai voti ottenuti. Così facendo, la prima proposta viene finanziata interamente mentre quelle successive ricevono il saldo restante, riservata la possibilità del Comune di completare la differenza per un progetto. I progetti che hanno ottenuto un finanziamento vengono realizzati in tempo utile dal Comune, mantenendo aggiornati la popolazione e in particolare i promotori sull’avanzamento dei lavori. Se necessario, risulta inoltre possibile stipulare una convenzione che regoli i diritti e i doveri tra le parti (condizioni di finanziamento, durata del sostegno, attività previste, facoltà di controllo).

Nella fattispecie, e in termini finanziari
Alessandro Lucchini precisa nella sua mozione che non può esservi un modello unico di bilancio partecipativo. Senza volere ancora entrare nei dettagli ipotizza comunque che, sulla scorta dello spirito promosso in altre Città, Bellinzona potrebbe valutare un coinvolgimento dell’Ufficio quartieri, delle Commissioni/Associazioni di Quartiere e di un apposito Gruppo di lavoro per il bilancio partecipativo. Per incoraggiare un orientamento meno difforme dei vari progetti, sarebbe inoltre possibile considerare che le proposte non contraddicano nettamente le linee di sviluppo della Città, come a Friburgo). Spazio infine al côté finanziario, perché l’adozione di un bilancio partecipativo contemplerebbe diverse voci di spesa. Oltre alla somma messa a disposizione dei progetti, vi sarebbe segnatamente il costo legato alla gestione della piattaforma informatica e ad un eventuale supplemento di personale. Per il tetto massimo delle proposte finanziabili, segnaliamo a titolo indicativo che Friburgo ha previsto una spesa annua di 50.000 franchi, mentre Losanna ne prevede 150.000. «In tal senso, per cominciare potrebbe essere ragionevole e verosimile attendersi per la Città di Bellinzona un montante di circa 100.000 franchi» conclude Lucchini.

©CdT/Chiara Zocchetti
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