Pestaggio al villaggio natalizio: «Aveva minacciato la nostra amica»

Bellinzona

In due a processo oggi per un’aggressione avvenuta il 5 gennaio 2020 in piazza del Sole a Bellinzona: sottolineato in aula come fatti analoghi possano anche finire drammaticamente - La scena era stata ripresa da un video

Pestaggio al villaggio natalizio: «Aveva minacciato la nostra amica»
I fatti erano accaduti all’esterno del capannone di piazza del Sole e nelle immediate vicinanze. ©CdT/Chiara Zocchetti

Pestaggio al villaggio natalizio: «Aveva minacciato la nostra amica»

I fatti erano accaduti all’esterno del capannone di piazza del Sole e nelle immediate vicinanze. ©CdT/Chiara Zocchetti

La concitazione della folla festante a fine serata, un po’ di alcol, sguardi che si incrociano, la rabbia e forse la gelosia, insulti che volano, l’orgoglio ferito e le mani che si alzano. In un quadro tutto sommato non completamente inusuale, all’1.30 del 5 gennaio 2020 in piazza del Sole a Bellinzona scoppiò la violenza. Tutta colpa, sostengono oggi in aula i due imputati residenti nella regione, delle parole e delle minacce rivolte da un uomo alla fidanzata di un loro amico al di fuori del capannone in cui (pandemia a parte) si tengono abitualmente le manifestazioni natalizie organizzate dalla Città. Uno dei due giovani a processo a Lugano davanti al giudice Amos Pagnamenta, un portoghese di 23 anni, diede dapprima uno schiaffo all’uomo, per poi colpirlo più duramente con calci e pugni, anche alla testa, ha sottolineato il presidente della Corte delle Assise correzionali ricordando che attacchi analoghi possono avere conseguenze anche drammatiche, e la cronaca purtroppo lo dimostra. Non in quel caso, con la vittima che se la cavò con lesioni semplici, ma davvero ci mancò poco, come per altro testimonia un video.

Chieste pene detentive sospese
Protagonista anche il fidanzato della ragazza a cui erano state rivolte le attenzioni (negli scorsi giorni ha ritirato l’opposizione e non compare dunque in aula) e un altro giovane, un 21.enne che pure è accusato di aggressione dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis. La quale ha evidenziato come il terzetto abbia agito impulsivamente, senza nemmeno conoscere cosa fosse stato veramente detto alla ragazza (palesemente su di giri), e lo ha fatto non per un chiarimento, ma solo per punire. Ha quindi chiesto per il 23.enne quattro mesi di detenzione sospesi per due anni (l’avvocato Matteo Delcò ha risposto sollecitando il proscioglimento in considerazione di «un ruolo marginale», avendo il suo assistito «solo inseguito e bloccato la vittima»). Quattro mesi, sospesi però per una durata di tre anni, sono invece stati chiesti per il portoghese, che ha precedenti penali (proposta contro cui non si è opposto il legale, l’avvocato Olivier Ferrari). Entrambi i difensori hanno messo l’accento sul rincrescimento dei loro assistiti per quanto avvenuto, sottolineando anche la volontà di rimettersi in riga. La sentenza sarà comunicata nel pomeriggio.

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