LUMINO

Quando il Comune è a «misura d’uomo»

In pubblicazione la variante pianificatoria per l’istituzione di un Piano di quartiere in zona Bosniga così come chiesto nel 2015 da oltre 200 abitanti - Si punterà su criteri che possano rendere più attrattiva la qualità di vita

Quando il Comune è a «misura d’uomo»
(Foto Archivio CdT)

Quando il Comune è a «misura d’uomo»

(Foto Archivio CdT)

Quando il Comune è a «misura d’uomo»

Quando il Comune è a «misura d’uomo»

Quando il Comune è a «misura d’uomo»

Quando il Comune è a «misura d’uomo»

Lumino compie un primo, importante, passo per diventare un Comune «a misura d’uomo». Non che oggi non lo sia, ma così si intitolava l’iniziativa popolare lanciata da un comitato interpartitico nel 2015 sfociata, ora, in una variante di Piano regolatore per l’istituzione di un Piano di quartiere (PQ) in zona Bosniga. L’obiettivo, in quell’area nei pressi della palestra e dell’asilo, è di introdurre dei criteri che rendano più attrattiva la qualità di vita. Gli atti saranno consultabili da lunedì 20 maggio fino al 19 giugno in cancelleria.

L’iniziativa aveva raccolto 224 firme (quando ne servivano 145) ed era stata approvata all’unanimità dal Legislativo il 21 dicembre 2015. Il Dipartimento del territorio l’aveva avallata l’estate seguente. Si mira a rivedere le norme di attuazione del Piano di quartiere (PQ) previsto dalla pianificazione comunale su quei quattro mappali in zona Bosniga dal 1999. Come? Introducendo dei «criteri che rendano più attrattiva la qualità di vita», come osservavano gli iniziativisti, ed adattando le vecchie disposizioni e i parametri edificatori alla nuova legislazione federale. Si vuole puntare, insomma, su un concetto moderno, più vicino alle richieste della popolazione e che s’inserisca perfettamente a livello paesaggistico, urbanistico ed architettonico nel contesto. Considerando altresì le esigenze della mobilità lenta (pedonale e ciclabile) ed il rispetto delle fonti di approvvigionamento (fotovoltaico e standard Minergie). Nell’iniziativa si parlava pure di offrire degli appartamenti per le persone anziane e a pigione moderata nonché di incentivare la creazione di cooperative di abitazione.

Ricordiamo che la domanda di costruzione per la prima tappa di quello che avrebbe dovuto essere il PQ, così come previsto a fine anni Novanta, era stata osteggiata da alcuni confinanti. Si trattava di realizzare una quarantina di appartamenti secondo il progetto elaborato da un architetto bellinzonese e denominato «Residenza Bosniga». I cittadini che avevano inoltrato le opposizioni temevano un aumento di traffico nel quartiere. È stata in sostanza questa la classica pulce saltata al naso di alcuni abitanti che hanno poi promosso la raccolta firme consegnata nel 2015 auspicando, appunto, nuove regole per un’edificazione veramente non invasiva. I consiglieri comunali avevano accolto senza discussioni, e con voto unanime, le richieste del gruppo interpartitico. Fatte proprie, in seguito, pure dall’Esecutivo. L’impostazione è condivisa infine dai preposti uffici cantonali che come visto hanno preavvisato favorevolmente tanto verde.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Bellinzona
  • 1