BELLINZONA

Quei giovani in centro fra alcol e rifiuti

Preoccupa il fenomeno di chi la sera, dopo la chiusura, si raduna ai tavolini dei due esercizi pubblici di piazza Collegiata

Quei giovani in centro fra alcol e rifiuti
Il Tea Room Peverelli, a sinistra, e il bar Codeborgo. (Foto Zocchetti)

Quei giovani in centro fra alcol e rifiuti

Il Tea Room Peverelli, a sinistra, e il bar Codeborgo. (Foto Zocchetti)

Quei giovani in centro fra alcol e rifiuti

Quei giovani in centro fra alcol e rifiuti

BELLINZONA - È stata forse trovata una soluzione per ovviare a un fenomeno che da anni fa ammattire i due esercizi pubblici in piazza Collegiata a Bellinzona, il bar Codeborgo ed il Tea Room Peverelli: i giovani che la sera, dopo l’orario di chiusura, si ritrovano ai tavolini per chiacchierare e, soprattutto, bere e mangiare. E quando se ne vanno lasciano bottiglie vuote e sporcizia varia che i camerieri dei locali devono poi pulire la mattina. Il Municipio e la Polizia comunale (PolCom), come ci ha spiegato ieri il capodicastero Sicurezza Andrea Bersani, hanno individuato delle misure per contrastare il problema che verranno discusse prossimamente con i diretti interessati. In particolare si ipotizza l’impiego di un’agenzia privata di sicurezza. Resta da sciogliere il nodo dei costi, ai quali dovranno giocoforza partecipare anche gli stessi proprietari dei ritrovi.

«Una pattuglia di polizia già c’è»

Difficilmente, infatti, si potrà gravare ulteriormente la PolCom di altri impegni. «Il problema è noto e come Esecutivo ci stiamo muovendo. Una pattuglia già oggi ha il compito di monitorare quanto succede nel centro cittadino nelle ore serali, tuttavia è impensabile che si possa definire degli agenti che, in pianta stabile, si occupano di controllare i giovani che si radunano in piazza Collegiata», rileva il vicesindaco Andrea Bersani. Le priorità della polizia comunale, comprensibilmente, sono altre: garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. «Per noi è un problema grosso, ma la polizia non fa nulla», sbotta dal canto suo Nino Ania, gerente e proprietario del bar Codeborgo. Una settimana fa ha sollecitato nuovamente il comandante della PolCom Ivano Beltraminelli. E non manca mai di segnalare la questione agli agenti. Ma nulla si muove. «Assumere io una sicurezza privata? Costerebbe troppo, e comunque spetta alla polizia mantenere l’ordine in centro», puntualizza interpellato dal CdT. E aggiunge ciò che secondo lui dovrebbero fare gli agenti: «Fermarsi e accertarsi dell’identità dei ragazzi, chiedere l’età, e per quale motivo stanno bevendo alcolici, se sono minorenni; in tal caso, portarli in centrale, e avvisare i genitori, soprattutto se a tarda ora. Birra, vino, superalcolici: non è normale». Rifiuti ne sono ancora stati trovati? «Domenica mattina abbiamo raccolto mezzo sacco di sporcizia, tra bottiglie vuote e confezioni di cibo». Insomma, in piazza Collegiata si continua a «banchettare» alla grande, senza preoccuparsi di gettare i propri rifiuti. «Siamo davvero stufi, adesso bisogna trovare una soluzione», conclude Nino Ania.

«Basta con la maleducazione»

Della questione avevamo riferito due settimane fa, con lo sfogo del Tea Room Peverelli, il bar confinante. Ci sono state evoluzioni? «Direi di no se non commenti di clienti che non si capacitano di tanta maleducazione», risponde Andrea Prandi, gerente dell’esercizio pubblico. La foto che avevamo pubblicato il 2 agosto era emblematica: un’intera tavolata ricoperta di rifiuti trovati al mattino dai collaboratori che si occupano dell’apertura. Episodi analoghi se ne sono ancora verificati? «Diciamo che non ci sono stati altri baccanali di quel genere, ma l’abitudine di sbevazzare lasciando bottiglie e rifiuti è tuttora in voga». Come intendete muovervi, chiediamo infine? «Ho scritto due e-mail alla PolCom ma, visto che la risposta è stata ‘togliete tavoli e sedie ogni sera così risolvete il problema’, mi sembrava inopportuno continuare ad insistere». Poi Andrea Prandi ribadisce di non essere contrario all’aggregazione dei giovani quando il bar è chiuso. Tuttavia «non ci fa piacere dover pagare ogni giorno la donna delle pulizie un’ora in più solo per raccogliere rifiuti che non ci appartengono».

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