Quel video inquietante: «Ucciderò quegli idioti e poi la farò finita»

In aula

Proiettata in aula la videoregistrazione fatta dal giovane il 3 maggio 2018, una decina di giorni prima della strage sventata alla Commercio di Bellinzona: «Così finiranno di disprezzarmi. Io non porto rispetto a nessuno» – Lo ha ribadito oggi in aula: «Sarei andato a scuola per ammazzare persone a caso»

Quel video inquietante: «Ucciderò quegli idioti e poi la farò finita»
Gli agenti della polizia cantonale all'esterno del Palazzo dei congressi dove si svolge il processo.© CdT/Gabriele Putzu

Quel video inquietante: «Ucciderò quegli idioti e poi la farò finita»

Gli agenti della polizia cantonale all'esterno del Palazzo dei congressi dove si svolge il processo.© CdT/Gabriele Putzu

Un filmato, della durata di una decina di minuti. È datato 3 maggio 2018. Lo ha videoregistrato il giovane a processo da oggi alle Criminali per la sventata strage alla Scuola cantonale di Commercio a Bellinzona. L’attacco, secondo l’accusa, avrebbe dovuto avvenire il 15 maggio, ricordiamo. «Ormai ho deciso. La data è fissata. Qui non sono pronti. Ho visto oggi la mia vittima zero. Le cose si svolgeranno in questo ordine. Io entrerò. Non so se avrò lo zaino, e se terrò il fucile nella custodia della chitarra. Non devo portare rispetto a nessuno. Fino al 15 maggio mi disprezzeranno. Chiederò loro che valore danno alla vita, non so cosa mi risponderanno. La loro prima reazione sarà di sbigottimento, immagino. In quel caso tirerei fuori la pistola e formulerei nuovamente la domanda. Voglio lanciare un segnale forte, che duri per sempre, indimenticabile, che possa protrarsi nei secoli. In futuro nessuno darà per scontato che chi va bene a scuola non può fare una cosa simile. Dopo aver seccato quegli idioti nella loro auletta del cavolo ucciderò altre persone. Saranno tutte fatte a pezzi. Poi salirei verso l’alto. Una volta compiuta la strage mi sarò riscattato completamente. Poi invocherò chi mi ha aiutato in tutto questo: Hitler e gli altri autori di massacri negli USA. Infine mi infilerò una pistola in bocca ed il coltello nello stomaco. Il mio onore samurai. Fine».

Ormai ho deciso. La data è fissata. Ho visto oggi la mia vittima zero

Nei suoi scritti sono menzionate 11 persone. Sarebbero state le vittime della sua follia, della «mia missione, la mia eredità del male», come ha detto in aula rispondendo al giudice Mauro Ermani. Le «note di congedo», come le ha chiamate il giovane, per docenti, allievi e personale di servizio dell’istituto scolastico della capitale. «Rivedendo, oggi, il video, mi fa molto male», ha affermato l’imputato. Dopo il filmato segue, pochi giorni prima di quello che sarebbe stato il giorno X, la chiamata a Telefono Amico, «per chiedere aiuto. Ma non mi hanno risposto, così ho appeso subito». In seguito l’allora 19.enne scrive all’amica del cuore, «per salvarla». Lei temeva che il ragazzo volesse suicidarsi: «Non ritenevo che volesse passare davvero all’atto. Era più che altro il suo modo per cercare il mio aiuto. Con me non ha infatti mai parlato di uccidere persone in modo casuale, o del piano». Scatta così la segnalazione alla direzione della Commercio, che a sua volta naturalmente allerta la Polizia cantonale. Il 10 maggio 2018 il giovane viene arrestato. E nella sua abitazione vengono sequestrate armi e munizioni. Parte l’inchiesta, allora coordinata dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, nel frattempo andato in pensione.

Rivedendo, oggi, il video, mi fa molto male

Lettere, ancora. In cui l’ex allievo si definiva un «angelo della morte e un paladino della crudeltà». «Volevo andare a scuola ed uccidere delle persone, a caso. E infine suicidarmi con un colpo di pistola in bocca e una pugnalata allo stomaco», ha sottolineato in aula stamattina. Il processo riprenderà nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo

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