Quella gru che non piace alle Ferrovie

TECNOLOGIE

Castione: l’ex regia federale ha inoltrato opposizione, a titolo cautelativo, contro l’innovativo progetto di una torre per lo stoccaggio di energia - Le parti dovrebbero tuttavia trovare un accordo - «Si tratta infatti di un impianto solo temporaneo», osservano i promotori

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Una sola opposizione. Destinata però ad essere ritirata. Le Ferrovie hanno mostrato pollice verso, a titolo cautelativo, al progetto della grande gru promosso dalla start-up luganese Energy Vault che tra il febbraio e il luglio 2020 verrà testata in prima mondiale a Castione. Le parti si troveranno prima di Natale per un’udienza di conciliazione. La ditta con alla testa il CEO Robert Piconi e l’ingegnere Andrea Pedretti spiegherà all’ex regia federale che la sua innovativa idea è temporanea. Ovvero non rimarrà per sempre nel Comune bellinzonese (dietro alla stazione ferroviaria, vicino alla centrale della Coop) ma esclusivamente un anno. Ricordiamo che, dal 2026, in quel comparto, ma più verso nord, si insedieranno le nuove Officine FFS per un investimento di 360 milioni di franchi.

«Speriamo di trovare una soluzione con le FFS. Sono fiducioso. Per il resto possiamo ritenerci soddisfatti. Nelle prossime settimane depositeremo il materiale che, quindi, sarà già pronto quando verrà rilasciata la licenza edilizia», conferma l’ingegnere Mauro Pedretti, il quale si è occupato di preparare la documentazione tecnica per la domanda di costruzione. Dopo aver visionato il dossier l’Associazione per il miglioramento ambientale del comparto (AMICA) ha per contro deciso di non opporsi.

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