Rabadan e Naregna: «Noi vorremmo, però...»

CARNEVALI

Le società organizzatrici dei bagordi di Bellinzona e di Biasca sono pronte a riproporre i frizzi e lazzi - Discussioni in corso con i rispettivi Municipi e con il Gruppo grandi eventi - L’unica certezza è il Covid pass, mentre i dubbi principali riguardano la logistica

Rabadan e Naregna: «Noi vorremmo, però...»

Rabadan e Naregna: «Noi vorremmo, però...»

C’è una voglia matta di carnevale nella Svizzera italiana. Di tornare a far bisboccia. Ma la pandemia è sempre lì, una spada di Damocle sopra la testa degli organizzatori. Allo stato attuale, come anticipato oggi dal Corriere del Ticino, solo la Lingera di Roveredo ha sciolto le riserve: l’edizione del 60. si farà. Gli altri bagordi principali della nostra regione stanno per ora alla finestra. Attendono indicazioni chiare da parte del Gruppo grandi eventi istituito a livello cantonale. Ciò vale sia per il Rabadan di Bellinzona sia per il Naregna di Biasca. Da parte di queste società c’è il desiderio di proporre i frizzi e lazzi. Ma le incognite sul tavolo sono ancora molte. L’unica certezza, per ora, rimane l’obbligatorietà del Covid pass.

I vertici del Rabadan negli scorsi giorni si sono incontrati con il Municipio per fare il punto della situazione. La volontà è quella di lavorare a stretto contatto, con una chiare unità di intenti. Perché, ci è stato spiegato, si è perfettamente consapevoli che all’ombra dei castelli l’appuntamento clou va oltre quella che è una semplice manifestazione promossa da una società privata. Concerne tutta la capitale, a partire dagli esercenti. Tutta la Turrita pulsa per sei giorni.

Spostandoci verso nord non cambiano le riflessioni. Ieri sera c’è stata l’assemblea della Società carnevale biaschese che ha confermato alla presidenza Gabriele Cirio, il quale ci spiega che l’intenzione è quella di proporre qualcosa, anche perché sarebbe l’edizione numero 120. Le domande sono però le stesse: in che modalità? In versione normale o ridotta? Martedì vi è stata una riunione con l’Esecutivo: «Ci siamo presi del tempo per valutare bene la situazione. La nostra è una manifestazione di paese. I costi stimati sono elevati, soprattutto per il dispositivo di sicurezza. E in questo periodo non è affatto facile trovare altri sponsor. Per quello occorre andare coi piedi di piombo».

«Oggi come oggi potenzialmente i carnevali, sia quelli grandi sia quelli piccoli, si possono organizzare: con il certificato vaccinale, con un perimetro ben delimitato e con controlli all’entrata», puntualizza Luca Filippini, coordinatore del Gruppo grandi eventi. Il nocciolo della questione, che fa titubare le varie società, sta proprio nell’aspetto logistico.

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